PALERMO – Uno dei fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro è tornato in libertà. Emanuele Bonafede, 53 anni, di Campobello di Mazara, ha finito di scontare la condanna che gli era stata inflitta anche per procurata inosservanza della pena del padrino di Castelvetrano.
Per Bonafede, marito di Lorena Lanceri, la vivandiera del boss, a gennaio scorso la Corte di Cassazione ha confermato la pena d’Appello a 4 anni e 4 mesi. In primo grado era stato condannato a 6 anni e 8 mesi. Per sei mesi, fino a gennaio scorso, Emanuele Bonafede (difeso dall’avvocato Clizia Ferro) aveva scontato i domiciliari, poi, una volta che la pena è diventata definitiva, è tornato in carcere al Pagliarelli di Palermo. Ora la scarcerazione.
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Emanuele Bonafede e Lorena Lanceri per mesi hanno ospitato Matteo Messina Denaro a pranzo e cena (addirittura durante la quarantena Covid) nella loro casa di Campobello di Mazara. “Così consentendogli – dissero gli inquirenti – non solo di trascorrere molte ore in piena tranquillità e in loro compagnia in un contesto domestico e familiare ma, anche e soprattutto, di incontrarsi con numerose persone e infine, ma non per importanza, di entrare ed uscire dalla loro abitazione effettuando accurati controlli per ridurre il rischio di essere avvistato dalle forze dell’ordine”.
Oltre a preparare il cibo al capomafia ricercato, infatti, la coppia effettuava una stretta vigilanza sulla zona: i video della telecamere di sorveglianza di alcuni negozi hanno ripreso i due mentre, dopo essersi accertati che per strada non ci fossero poliziotti o carabinieri, davano il via libera al loro ospite per farlo uscire indisturbato dalla abitazione.




