CALTANISSETTA – ”Nel 1994 Leoluca Bagarella mi diede un quaderno su cui c’erano appuntati nomi e cifre e mi disse di non farlo vedere a nessuno perché sarebbe successo un macello. Sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale. Io non ho mai guardato cosa ci fosse scritto, conservai il quaderno in un magazzino e poi lo consegnai ai Graviano su disposizione di Bagarella stesso”. È la dichiarazione resa nel processo Borsellino quater, in corso davanti alla Corte d’Assise di Caltanissetta, dal collaboratore di giustizia Antonio Calvaruso. Il collaboratore, collegato in videoconferenza, ha riferito pure che Bagarella e Tullio Cannella volevano fondare un partito chiamato “Sicilia libera”, che avrebbe potuto contare sull’appoggio di Forza Italia. ”Bagarella – ha riferito Calvaruso – era una delle persone che si era prodigata per mettere Vittorio Mangano a fare lo stalliere in casa di Silvio Berlusconi tramite Marcello Dell’Utri. Tullio Cannella aveva pure fissato un incontro con Silvio Berlusconi, ma poi questo appuntamento non ha avuto luogo”.
"Mi disse di non farlo vedere a nessuno perché sarebbe successo un macello".
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