PALERMO – “Ritengo sia inutile ribadire le gravi difficoltà finanziarie che gravano sulle ex Province e il probabile dissesto finanziario che incombe su questi enti. Proprio per tali motivi, grazie all’aiuto ed alla sensibilità del sottosegretario Davide Faraone, si è concluso l’accordo con il Ministero per la Statizzazione dell’Iplc allo scopo di tutelare gli studenti, i docenti ed indirettamente gli impiegati della Provincia, sui quali incombe lo spettro della mobilità forzosa. L’accordo con il Ministero prevede il passaggio nello Stato dei docenti e del personale Ata con la copertura dei posti vacanti e delle cattedre disponibili”. Lo dice in una nota il commissario della Città metropolitana di Palermo Manlio Munafò, dopo le polemiche di questi giorni sull’assenza dei docenti al liceo linguistico Cassarà del capoluogo siciliano.
“Ebbene, 15 docenti e 7 dipendenti Ata non hanno ritenuto per “motivi personali” di transitare nello Stato ed inspiegabilmente hanno scelto di restare negli organici della Provincia, con oneri finanziari a carico di quest’ultima – spiega Munafò – Questi stessi docenti e dipendenti Ata, che hanno rinunciato a transitare nello Stato, chiedono però di continuare a prestare servizio nella scuola, senza curarsi della difficile situazione finanziaria della ex Provincia e degli attuali dipendenti sui quali pesa un futuro incerto e non privo di preoccupazioni. Senza volere entrare nel merito delle scelte personali dei docenti e del personale Ata che non hanno accettato la mobilità nello Stato, è inconcepibile ed inaccettabile che in un momento di grave crisi economica e di crescente disoccupazione si rifiuti un posto di lavoro nello Stato, una possibilità che certamente non hanno finora avuto i numerosi dipendenti delle ex Province ed i tanti docenti precari che sperano da anni di ricevere un incarico nello Stato, disposti a raggiungere qualsiasi località, persino all’estero. La tanta invocata continuità didattica, si spera richiesta nell’interesse esclusivo degli studenti, presuppone non solo la disponibilità del Ministero e delle Istituzioni scolastiche, ma anche qualche sacrificio da parte degli stessi docenti, che dovrebbero dare ai propri ragazzi “l’esempio” e non anteporre le proprie esigenze personali agli interessi degli studenti. Tra l’altro occorrerebbe spiegare agli Organi di Controllo e di Vigilanza (Corte dei Conti, Collegio dei Revisori) per quale ragione ed “a quale titolo” sono state autorizzate le unità di personale dipendenti rientrati in Provincia per loro scelta, a prestare servizio presso un’altra istituzione, con oneri a carico della Città Metropolitana. L’Amministrazione Provinciale è comunque disponibile a ridiscutere con il Ministero e l’Ufficio Scolastico Regionale una intesa per la copertura delle cattedre rimaste vuote, allo scopo di collocare il personale docente in soprannumero che, a differenza di tanti altri loro colleghi, non hanno avuto la possibilità di transitare nello Stato”.

