Sicilia, Finanziaria a rilento: duro scontro tra Galvagno e Dagnino

Manovra a rilento, scontro tra Dagnino e Galvagno. Il Mpa: “Governo incerto”

Il presidente dell'Ars all'assessore: "Ho avuto fin troppa pazienza"

PALERMO – Lavori a rilento, emendamenti di riscrittura che provocano richieste di accantonamento da parte del governo, uno dei partiti di maggioranza che chiede la convocazione della conferenza dei capogruppo e, infine, uno scontro verbale durissimo tra il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Il traguardo per l’approvazione della Finanziaria è lontanissimo e il clima a Sala d’Ercole è pessimo.

Duello Galvagno-Dagnino

Mancano ancora un centinaio di norme e Galvagno, davanti a quanto accaduto oggi a Sala d’Ercole, ha deciso di sospendere la seduta riunendo la conferenza dei capogruppo. C’è da trovare una via d’uscita al vicolo cieco nel quale sono finiti i lavori. Al rientro i toni restano pesantissimi: “Basta con le riscritture, vado avanti. Pazienza? Ne ho avuta fin troppa”, le parole di Galvagno a Dagnino.

Ok alle agevolazioni sul bollo auto

La giornata a Palazzo dei Normanni è trascorsa in una atmosfera pesantissima. Prima il caso scoppiato con l’assenza di molti deputati del centrodestra e il conseguente rimbrotto da parte del capogruppo FdI Giorgio Assenza agli alleati, poi il lungo tira e molla sull’articolo che ripropone le esenzioni per il bollo auto. Su questo punto, per la prima volta da quando è partita la maratona della manovra, l’opposizione ha agitato lo spettro del voto segreto. Minaccia che non è rientrata nonostante la riscrittura del governo che aveva messo da parte la presunta norma ‘pro-Sicily by Car’.

Rispunta lo spetto del voto segreto

Lunghissimi attimi di incertezza dalle parti dell’Esecutivo quando il Pd, con il capogruppo Michele Catanzaro, ha confermato la richiesta di voto segreto sulla norma. Dagnino ha fiutato il pericolo chiedendo il ritiro del proprio emendamento. A questo punto la tensione con Galvagno è salita ulteriormente. Al presidente dell’Ars è scappato un “ad un certo punto quest’aula dovrà votare”. L’esito (37-27 per il governo) ha spazzato via le paure dell’assessore e l’Esecutivo ha portato a casa la norma sulle agevolazioni per il bollo auto ma la tensione è rimasta altissima ed è deflagrata con l’articolo 4: la cosiddetta ‘SuperZes’, ovvero l’istituzione delle ‘Aree a burocrazia semplificata e a legalità controllata’.

Gaetano Galvagno
Gaetano Galvagno

La SuperZes innesca lo scontro Galvagno-Dagnino

Tutto nasce da un malinteso tra Dagnino e Cateno De Luca. Il capogruppo di Sud chiama nord aveva concordato la riscrittura della norma con il governo. Dal podio di Sala d’Ercole, però, De Luca ha affermato che la riscrittura del governo non era quella concordata e così Galvagno ha chiesto lumi a Dagnino: “Avevamo detto che la riscrittura sarebbe stata condivisa – ha detto il presidente dell’Ars rivolgendosi all’assessore -. Se dite che concordate le riscritture e poi non è così sorge un problema…”. “Ritenevo che la riscrittura fosse condivisa, mi stavo occupando di un altro articolo e ora registro la risposta negativa”, è stata la risposta di Dagnino.

Il Mpa: “Governo incerto, c’è confusione”

A questo punto Galvagno ha sospeso l’Aula convocando la conferenza dei capigruppo come chiesto poco prima da Roberto Di Mauro, esponente del Mpa: “Così non si può andare avanti, le incertezze del governo generano confusione nella maggioranza – le parole dell’autonomista -. Si stabilisca un percorso, si faccia chiarezza”.


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