Sicilia, ottobre è il mese della nuova manovra: dubbi sulle 'mance'

Ottobre il mese della manovra quater: si riparte dall’Ars, incognita ‘mance’

Fari sul ddl che giace in commissione Bilancio. Il cronoprogramma del Parlamento

PALERMO – La manovra quater della Regione Siciliana nascerà dal ddl Variazioni di bilancio che giace da alcune settimane in commissione Bilancio all’Ars. Il governo ha deciso di ripartire dal testo che contiene le norme rimaste fuori dall’ultima manovra approvata poco prima della pausa estiva, ma resta un punto interrogativo sui criteri e le quote per le cosiddette ‘mance’ care ai partiti.

Manovra quater, la decisione del governo

Al ddl numero 976 saranno agganciate alcune modifiche che l’Esecutivo Schifani intende presentare per quella che sarà la quarta manovra del 2025. Ad illustrare il cronoprogramma autunnale del Parlamento regionale è stato il vice presidente di Sala d’Ercole, Nuccio Di Paola, in avvio della seduta di oggi, comunicando ai deputati le decisioni adottate dalla conferenza dei capigruppo.

Confermato quindi, lo scenario anticipato da LiveSicilia, con il governo che ha scelto la via più breve per approvare le variazioni di bilancio. Un nuovo disegno di legge da parte della Giunta avrebbe comportato un allungamento dei tempi in una sessione autunnale che si preannuncia densa di impegni per il Parlamento. Nel menu di Palazzo dei Normanni, infatti, ci sono anche il ddl ‘SuperZes’ e l’approvazione di alcuni debiti fuori bilancio. Di questo si è parlato anche nell’incontro di martedì pomeriggio tra il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, e il governatore Renato Schifani: entrambi si sono ritrovati concordi sul punto.

Manovra, la conferenza dei capigruppo

La linea del governo è stata ufficializzata questa mattina nella conferenza dei capigruppo all’Ars. All’incontro erano presenti anche Galvagno, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, i presidenti delle commissioni Affari istituzionali e Bilancio, Ignazio Abbate e Dario Daidone, oltre a Di Paola.

Ars commissione Bilancio

Il cronoprogramma dell’Ars

L’esame del ddl sarà concluso in commissione Bilancio entro il 26 settembre, per consentire l’arrivo del testo in Aula a partire da lunedì 29 settembre. Riaperti i termini per la presentazione degli emendamenti aggiuntivi in commissione Bilancio, mentre restano in piedi quelli che erano già stati presentati. Le nuove proposte di modifica potranno essere depositate in commissione entro le 12 del 17 settembre, ed è facile prevedere un nuovo braccio di ferro sulle cosiddette ‘norme territoriali’.

Nessun criterio, infatti, sembra al momento deciso, così come non esistono teoricamente tetti massimi per le proposte: si navigherà a vista. Dall’opposizione, infatti, è arrivata la richiesta di lasciare libero il Parlamento di avanzare le proprie proposte. Una cosa è certa: Palazzo d’Orleans non intende lasciare spazio alla discrezionalità e, anche in virtù degli impegni presi con Roma, pretenderà che venga adottato un criterio per la spesa dei circa 35 milioni di euro a disposizione dei deputati. Soldi che andranno a finanziare interventi infrastrutturali sul territorio, come precisato da Dagnino ai deputati.

La finestra temporale per gli emendamenti in aula, invece, si chiuderà alle 15 del 30 settembre. Nella stessa giornata Sala d’Ercole affronterà la discussione generale sulla manovrina, poi dall’1 ottobre si passerà all’esame del testo. La votazione finale è prevista per il 9 ottobre.

Non solo manovra

Sala d’Ercole, intanto, tornerà a riunirsi il 16 e il 17 settembre per l’esame e l’approvazione del Defr 2026-2028. Il 23 settembre è prevista una seduta per l’elezione del componente aggregato della Corte dei conti. In scaletta anche i debiti fuori bilancio e la ‘SuperZes’, che però potranno essere affrontati soltanto dopo l’ok alla manovrina.


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