Ars, la manovrina è in ritardo: il governo non scopre le sue carte

Manovrina, slittano i tempi. Le risorse per i ‘grandi temi’ ancora sul tavolo

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Governo a carte coperte. Vertice di maggioranza in Torre Pisana all'Ars (nella foto): "Accelerare"
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PALERMO – Slittano i tempi per l’approvazione della manovrina all’Assemblea regionale siciliana. I lavori della commissione Bilancio sono andati avanti a rilento e così l’ok al testo per il passaggio successivo in Aula, previsto in un primo momento entro la fine di settembre, arriverà oggi, giovedì 1 ottobre, o addirittura domani. Questo significa che l’ok definitivo dell’Aula potrebbe slittare di una settimana, come certificato anche da una riunione di maggioranza che si è tenuta a Palazzo dei Normanni.

Manovrina, slittano i tempi per l’ok definitivo

Dopo l’ok della commissione, infatti, bisognerà dare il tempo agli uffici per mettere ordine nel testo. Il disegno di legge potrebbe essere incardinato a Sala d’Ercole anche dopo lunedì 5 ottobre. L’obiettivo originario di vedere l’approvazione della manovrina per giovedì 8 ottobre, o al massimo per venerdì 9, è di fatto, ormai saltato.

Il vertice di maggioranza in Torre Pisana

I tempi di approvazione del ddl ‘Coesione e crescita’ sono stati al centro di un vertice del centrodestra andato in scena nell’ultimo giorno di settembre. Di buon mattino, in Torre Pisana, negli uffici del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, si sono ritrovati il governatore Renato Schifani, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e i rappresentanti dei gruppi di maggioranza.

Tutti i presenti hanno dovuto prendere atto dello slittamento dei tempi, concordando comunque sulla necessità di accelerare i lavori. L’obiettivo finale è stato spostato di una settimana: l’ok a testo da parte dell’Aula, però, per decisione concordata dai presenti al tavolo, non potrà andare oltre la data del 15 ottobre.

Fari sulla commissione Bilancio, tanti emendamenti accantonati

La commissione Bilancio oggi ripartirà con l’esame degli emendamenti aggiuntivi contenuti nelle rubriche non ancora affrontate. A seguire dovrà tornare sulle tante proposte accantonate, molte delle quali su temi spinosi che necessitano di grossi impegni economici. Sono gli interventi in favore di famiglie e imprese nel contrasto al caro-carburante, quello sulla distillazione di crisi per i viticoltori e il sostegno al settore cerealicolo.

In agenda ci sono poi le misure per installare i condizionatori nelle scuole siciliane, mentre si attende anche di capire il destino di un emendamento di Forza Italia sul settore della formazione professionale: anche questo è stato messo da parte. La norma prevede 15 milioni per gli enti di formazione professionale che hanno risentito dei ritardi nell’attivazione o nell’erogazione dei finanziamenti nel triennio 2016-2018.

Il governo gioca a carte coperte

Su questi, ed altri argomenti, i deputati sono alla finestra per capire quando il governo scoprirà le sue carte. Potrebbe farlo presentando i propri emendamenti in commissione o addirittura spostando la ‘discovery’ al momento dell’Aula. In palio c’è ancora la gran parte dei quei duecento milioni assicurati alle forze politiche per i cosiddetti ‘macro temi’.

Commissione Bilancio Ars

Il nodo del Fondo interventi territoriali

Sarà Sala d’Ercole, inoltre, lo scenario dello scontro finale con le opposizioni sul Fit: il Fondo per gli interventi territoriali. Sarà proposta una norma per la creazione del fondo e i contributi territoriali cari ai parlamentari, destinati a piccole infrastrutture, saranno inseriti in un Ordine del giorno che sarà votato interamente in un colpo solo dall’Aula.

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Schifani: “Gli ex Pip non cedano alle strumentalizzazioni”

Schifani, intanto, è intervenuto pubblicamente sulla bocciatura dell’emendamento che incrementava le ore lavorative degli ex Pip ed ex Keller oggi in forza alla Sas. La proposta portava la firma della deputata di Noi moderati Marianna Caronia, che ha lasciato i lavori della commissione Bilancio in aperta polemica con i colleghi di maggioranza. Schifani è tornato così sul punto chiarendo: “Se oggi i Pip non sono più precari, è grazie a questo governo”.

Schifani imprese
Il presidente della Regione, Renato Schifani

E ancora: “Abbiamo dato loro la stabilità e questo dimostra la sensibilità che abbiamo sempre avuto nei loro confronti. Mi auguro che non si facciano strumentalizzare e non dimentichino quanto è stato fatto. Al momento opportuno, compatibilmente con le risorse disponibili, valuteremo ulteriori incrementi dell’orario di lavoro”.


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