MESSINA – Il centrodestra lo ha scelto come candidato unitario a sindaco di Messina. Avvocato amministrativista, Marcello Scurria parla della sua visione per la città. Spazio ai rapporti con la coalizione, ai criteri di scelta degli assessori e, soprattutto, alle priorità: dal Ponte alle baraccopoli. “Vorrei essere il sindaco degli ultimi”, confida a LiveSicilia. Non è una frase a caso, ne abbiamo parlato, perché è legata al suo passato. L’intervista.
Messina è un banco di prova importante per il centrodestra. La scelta è stata unitaria
“A Messina il centrodestra sta sperimentando. Io provengo dal mondo civico, non sono estraneo alla politica, l’ho fatta nella mia vita. Il centrodestra, rispetto all’anomalia di Sud chiama Nord, che è una variabile rispetto alle coalizioni, ha risposto in modo straordinario, facendo un passo avanti rispetto alle ultime competizioni elettorali”.
Qualche mese fa c’era stata qualche tensione con Schifani, per la sua revoca da sub-commissario del risanamento
“È una fase figlia di un altro momento politico, quello dell’avvicinamento di De Luca a Schifani. Una fase completamente archiviata. Ho continuato a vivere la città, amo molto andare nelle periferie, che sono praterie per Messina e ho continuato a mantenere il contatto con la gente. Da qui nasce l’idea del movimento civico che ho fondato insieme a tanti altri cittadini: abbiamo fatto proposte e critiche”.
Il centrodestra è una coalizione complessa: quale sarà la strada per tenerla unita?
“Il centrodestra ha voluto scegliere me in maniera unitaria. Le coalizioni non sono una caserma, ma sono fatte da più persone: c’è la fatica della democrazia per trovare una soluzione, un compromesso buono, per fare le cose. A Messina non c’è più il dialogo con le persone. Una coalizione che amministra Messina manca da 13 anni: i 5 di Accorinti e poi De Luca – Basile”.
Nel 2018 è stato esperto di De Luca
“Prima che lui si candidasse a sindaco ho rispolverato da uno dei miei cassetti la legge sul risanamento, sono stato più che un esperto. La inseguo dal 2005, quando portai Prodi a Fondo Fucile. Ho incontrato De Luca e gli consegnai questa mia idea, che era un disegno di legge. Da lì nasce il risanamento, poi De Luca diventa sindaco e io presidente dell’Agenzia per il risanamento, che ci siamo resi conto non poteva bastare. Grazie a Matilde Siracusano e al ministro Carfagna, il governo dichiarò lo stato di emergenza e consentì la nomina di un commissario”.
Lei che è stato a stretto contatto con De Luca, che opinione ha su di lui?
“L’ho conosciuto nel 2018 e gli ho dato fiducia, non avevo pregiudizi e abbiamo iniziato una bella collaborazione, poi è finita perché mi sono fatto un giudizio e lo avevo sopravvalutato”.
Qual è stata la causa della rottura?
“Sicuramente il modo di gestire la cosa pubblica. Certamente non ho condiviso né la lista dei baraccati del 2022, né gli insulti che allora ha riservato a Matilde Siracusano, che è una mia amica e a quel tempo era un deputato della Repubblica e si era spesa per Messina, anche per la zona Falcata, un posto tra i più belli del Mediterraneo e che da decenni è pieno di veleni”.
Quali sono le priorità per Messina?
“Creare le condizioni perché i giovani non continuino ad andare via. Se la pubblica amministrazione pensa che garantendo l’ordinaria amministrazione abbia assolto a tutti i suoi doveri, in una città in cui non ci sono industrie, il terziario, non basterà. Ci vuole ben altro”.
Qual è la sua visione?
“Che Messina diventi una città turistica. Non è stato speso in questi 8 anni un centesimo per i 53 chilometri di costa: era un letamaio prima e un letamaio è rimasto”.
In ballo c’è il Ponte sullo Stretto.
“Per quanto mi riguarda, un sindaco deve tutelare la città, avrà un impatto enorme. Devo garantire i messinesi e fare in modo che quest’opera, se dovesse essere costruita, diventi un’opera importante per la comunità. Noi non dobbiamo subire il Ponte, ma trarne i vantaggi che potrebbero derivare per la città di Messina”.
C’è un elenco delle opere complementari
“Non è un problema di compensazione. Il Comune di Messina ha proposto soldi per asfaltare le strade: sono scelte sbagliate. Come istituzioni rispettano la legge, devono difendere Messina. Noi abbiamo un piano regolatore che da 8 anni non vede luce. Solo qualche settimana fa hanno previsto la presenza del Ponte, incredibile. Il Comune non ha un ufficio speciale per il Ponte. Hanno continuato a gestire l’ordinaria amministrazione mentre nella tredicesima città d’Italia è stato previsto un investimento enorme”.
Dalla sua attenzione alle periferie e da queste parole sul Ponte emerge qualcosa del Marcello Scurria segretario dei Ds: quanto tempo è passato e cosa è cambiato?
“Sono passati 20 anni da quell’esperienza, ho conosciuto e imparato cosa significassero le baraccopoli. Accompagnai Prodi a Fondo Fucile. Vorrei essere il sindaco degli ultimi, non come frase fatta, e nella città di Messina sono tanti, tantissimi e poi mi vorrei occupare della cura della città. Ne ha bisogno: è una città più invivibile di quella successiva al terremoto. Le scelte di questa amministrazione sono state sbagliate sulla viabilità: mi riferisco ai parcheggi di interscambio, mi riferisco anche alla scelleratezza con cui sono stati individuati i percorsi di piste ciclabili nel contesto cittadino”.
Ultima cosa: criteri di designazione degli assessori
“Io sono una persona trasparente, i criteri non possono che essere quelli del merito. Ai partiti chiederò di propormi profili altamente etici. Non sarà una giunta fatta di capi bastone o portatori di voti. Garantisco, rispetto all’attuale sindaco, autonomia nelle scelte e non faccio patti, come sono stati fatti negli ultimi 8 anni, del ‘Pesce stocco’, del ‘Pauro’. Il mio unico patto sarà con i messinesi”.

