C’era anche Marta, con tutti i suoi sogni in viaggio, compreso l’ultimo, su quel ponte che si è spezzato, marchiando a sangue la vigilia di Ferragosto. Marta Danisi, ventinove anni, originaria di Sant’Agata di Militello, infermiera ad Alessandra, è morta nel crollo di Genova. Con lei il fidanzato, secondo una prima ricostruzione, ora che è arrivato il pietoso momento di dare un nome alle vittime. Insieme sorridono in una foto che la commossa marea dei social ha restituito alla memoria. Due ragazzi buoni, sensibili, innamorati. E lei, una ragazza bellissima. Non è il cordoglio che arricchisce il ritratto. Marta era così, dicono in tanti che la stanno commemorando, che la ricordano come un’alba che scaccia il buio.
Bruno Mancuso, sindaco di Sant’Agata, è affranto. E’ stato lui, con un post su Facebook, a raccontare ciò che era accaduto: “Sono sconvolto e addolorato per la tragedia che ha colpito una nostra compaesana, la giovane Marta Danisi, deceduta in seguito al crollo del ponte Morandi a Genova. Stessa sorte è toccata al fidanzato che era in macchina con Lei. A nome di tutta la comunità santagatese esprimo profondo cordoglio e vicinanza ai familiari per questo grande dolore e incolmabile vuoto che li ha colpiti”.
Il sindaco Mancuso, al telefono, non nasconde la commozione: “Siamo colpiti al cuore. Una ragazza meravigliosa. Una famiglia perbene, di grandi e onesti lavoratori. Siamo distrutti. Aveva studiato come infermiera, poi, tre anni fa, si era trasferita e aveva conosciuto questo ragazzo. Marta era altruista, una persona capace di donarsi al prossimo. Abbiamo proclamato il lutto”. Viaggiava anche lei con i suoi sogni, su quel ponte sospeso di Genova, con altri ignari compagni di sventura, prima che tutto precipitasse.

