PALERMO- Nello sguardo di Pippo e di Enza Bologna c’è ancora un po’ di quel mare che gli ha portato via la figlia. Il dolore è un gorgo. Martina aveva tredici anni quando un’onda la sommerse a Isola delle Femmine. Due ragazzi, due bagnini, si lanciarono in acqua per salvarla. Ma, alla fine della storia, furono versate le stesse lacrime di oggi.
Eppure, Pippo ed Enza hanno scelto di esserci, in un giorno di quasi Natale, nei locali della sesta circoscrizione, per mostrare quanto si può essere buoni e coraggiosi nel lutto. Loro si schermiscono, usano la modestia come riparo, ma ci vuole un coraggio estremo a perdere una figlia e, subito dopo, a pensare di donare gli organi, affinché altri bambini possano rinascere da una vita strappata con tanta violenza. Li accompagna Massimo Giaconia, consigliere comunale, ragazzo sensibile, che si è preso cura di questa famiglia di Cruillas tanto duramente colpita e ci sono le professoresse Giusy Buttitta ed Eleonora Fanara che hanno avuto tra i banchi quella ragazzina dal sorriso che non si interrompeva mai.
Parlano, Pippo ed Enza, con una sola voce: “Martina è sempre con noi, nelle piccole e nelle grandi cose. Il distacco è terribile, però lei non ci ha mai lasciati. E i suoi compagni, le sue insegnanti, anche loro sono sempre con noi. Saremo eternamente grati a chi sfidò le onde per tentare”. Una breve pausa: “Martina amava la scuola, il divertimento, la gioia, amava la vita interamente. Era una ragazza che sapeva capire tutto. Era sufficiente guardarla negli occhi per comprendere quanto fosse profonda e impegnata e quanto sia limpida la sua anima”.
E poi la scelta, mentre l’indicibile si compie, l’inimmaginabile che conosci solo quando ci sei dentro, di donarsi, di regalare speranze. “Ci sono bambini che hanno ripreso a vivere grazie agli organi di nostra figlia, sì, è vero. Noi sappiamo che Martina vive in loro. Se vorremmo conoscerli? Sì. Ci consola che nostra figlia continui a camminare sulle gambe di altre felicità. Non servono troppe parole”.
Basta riprenderla dal suo cassetto la foto di una ragazza luminosa come un mare calmo e addormentato. Basta rileggere quello che scrisse, affranto, uno dei soccorritori: “Che i miei Santi Cosma e Damiano possano accompagnarti nei campi Elisi del Paradiso dove tu potrai proteggere e dare la forza alla tua famiglia di andare avanti. Ti prometto che ci incontreremo in un altra vita, ci abbracceremo e io piangerò, contento di rivederti”.
E il mare nello sguardo di Pippo ed Enza non troverà pace, ma ci sono benedizioni che non passeranno mai e carezze che resteranno per sempre, trasportate dalla risacca.

