Massoneria, due deputati al Tar | "Violata la nostra libertà" - Live Sicilia

Massoneria, due deputati al Tar | “Violata la nostra libertà”

Catalfamo con Stefano Bisi

Presentato un ricorso contro la comunicazione del presidente Miccichè.

LA LEGGE E IL RICORSO
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Finisce davanti al Tar lo scontro sull’applicazione della legge votata recentemente dall’Assemblea regionale siciliana che impone ai deputati (ma anche agli assessori e ai consiglieri comunali) l’obbligo di dichiarare la loro eventuale appartenenza alla massoneria. I deputati regionali Antonio Catalfamo e Eleonora Lo Curto hanno presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la comunicazione con la quale il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, ha reso noto che i due parlamentari non avevano presentato la dichiarazione prevista dalla norma.

Il ricorso – firmato dagli avvocati Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Todero – contesta il “carattere discriminatorio” dell’obbligo di dichiarare l’appartenenza a “associazioni massoniche o similari che creino vincoli gerarchici, solidaristici o d’obbedienza”. Secondo i due deputati, la comunicazione di Micciché violerebbe il loro “diritto di associarsi liberamente, tutelato dalla Costituzione e dalla normativa europea” e la loro privacy. Sono le stesse motivazioni con cui i due parlamentari avevano votato contro la legge regionale promossa da Claudio Fava, presidente della commissione regionale antimafia.

L’opposizione alla norme era stata anche al centro di un convegno organizzato dal Grande Oriente d’Italia proprio a Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars. Nel ricorso al Tar vengono sollevate due questioni di legittimità costituzionale delle quali il tribunale amministrativo dovrà valutare la “non manifesta infondatezza”. In tal caso gli atti sarebbero passati alla Consulta.

“E’ stata violata gravemente la nostra libertà di poterci associare liberamente e senza intimidazioni di sorta ed è stato gravemente leso il nostro diritto alla privacy”, hanno dichiarato Catalfamo e Lo Curto.


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Commenti

    Ma nessuno fa notare ai due deputati l’ossimoro in cui cadono: rivendicano la libertà di associarsi ad un sodalizio che nega la loro stessa libertà dovendo obbedienza cieca alla gerarchia massonica ! E fanno pure ricorso al TAR per essere liberi di non far sapere alla massima Istituzione pubblica e trasparente della Sicilia che si associano ad una congrega segreta che nega loro la libertà di far sapere pubblicamente che non sono liberi di dichiararne l’appartenenza.
    Tutti si chiedono: ma cos’hanno da nascondere ? E se non c’è nulla da nascondere perché
    ostinarsi tanto nel voler stare nell’ombra ? Diceva Andreotti: “a pensar male si fa peccato però…”
    E poi che c’entra la libertà di associarsi, che nessuno discute, con l’obbligo di rendere pubblica la propria appartenenza massonica nella stessa istituzione pubblica che ha l’obbligo della massima trasparenza fino al punto di rendere
    accessibile a chiunque qualsiasi informazione su dipendenti e deputati e loro curriculum, pure sul numero di capelli che hanno in testa, sul numero ed il tipo di auto possedute, gli stipendi, le lingue parlate e scritte, le spese fatte fino al centesimo da ogni deputato o gruppo parlamentare pure per comprare le caramelle o i fumetti di Diabolik e poi però la trasparenza si dovrebbe fermare davanti a grembiulini e compassi ? Ma dai, siamo nel 2019 non nel medioevo !
    Ricordatevi cari due deputati che quando vi siete insediati avete giurato sulla Costituzione e vi siete impegnati a rispettare le leggi della Repubblica Italiana (una delle quali vieta le associazioni segrete) non quelle del Grande Oriente che, se fossero in contrasto, vi obbligherebbero a negare le leggi dello Stato per far prevalere quelle del sodalizio ombroso con tutto quello che ne consegue in danno proprio degli stessi legislatori quali voi siete che farebbero le leggi per gli altri e poi però si obbligano a rispettare quelle dei figli della Vedova. Ecco il vero motivo per cui, giustamente, Claudio Fava ha promosso una legge regionale che pone la Sicilia all’avanguardia sulla strada della trasparenza nelle istituzioni e nella p.a.. Fatevene una ragione: la Luce prevarrà sulle tenebre ! Uscite dal buio e fate sapere a tutti che non fate nulla di male. Se essere massoni non è motivo per cui bisogna occultarne l’appartenenza allora cari deputati uscite allo scoperto e fatelo sapere a tutti che siete orgogliosi di essere massoni (e non invece di rivendicare l’oscurantismo di nascondersi come se si trattasse di appestati e fare pure ricorso al TAR per rivendicare il diritto di restare “appestati”) altrimenti si induce a pensare che avete qualcosa da nascondere ai siciliani su cui legiferate e non è commendevole far credere questo ai siciliani specie a quelli che vi hanno incautamente eletto credendo che non avevate nulla da nascondere…

    Vede signor Masaniello, la questione è molto più delicata e complessa di quanto lei manifesta di intendere. I due deputati non si battono per occultare la loro appartenenza, si battono per evidenziare quanto questa legge regionale sia incostituzionale e lo fanno proprio perché credono profondamente nella Carta Costituzionale. Lo fanno anche per lei che li critica, lo fanno per tutti i cittadini siciliani che non dovranno sottostare ad una norma medievale ed oscurantista.
    La libertà è una cosa seria, la invito a studiare ed approfondire. Vedrà che dietro una falsa rappresentazione del diritto/dovere di trasparenza, si cela il pericolo di una forte limitazione della libertà individuale.
    auguri e buon approfondimento.

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