Mazzei, gli affari del mercato ittico| e il ruolo di Gaetano "U Funciutu"

Mazzei, gli affari del mercato ittico| e il ruolo di Gaetano “U Funciutu”

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Le rivelazioni dei collaboratori di giustizia sul clan dei "Carcagnusi".

CATANIA – Sebastiano Mazzei era il vertice della Cosca. Sarebbe stato lui a dire l’ultima parola sulle trattative importanti che riguardavano i “Carcagnusi”. Il figlio dunque avrebbe preso il posto dell’uomo d’onore Santo Mazzei nelle redini dell’organizzazione mafiosa. I collaboratori di giustizia, Santo La Causa, Golfredo Di Maggio e i fratelli Paolo e Giuseppe Mirabile – ascoltati nelle ultime due udienze del processo (stralcio ordinario) Ippocampo – sono “convergenti” sul ruolo di “capo” di Nuccio. Santo La Causa, ex reggente dei Santapaola, ha parlato degli affari al mercato del pesce di Catania. Prima dell’operazione Revenge (2009) i Cappello volevano appropriarsi anche delle estorsioni al mercato ittico. I Santapaola e i Mazzei fanno squadra per evitarlo. La Causa racconta che ha saputo attraverso Benedetto Cocimano che di questo “importante affare” si era occupato direttamente “Nuccio”.

Il processo ordinario è entrato nel vivo del dibattimento e lunedì si svolgera un’altra udienza che vedrà sfilare altri pentiti. Alla sbarra oltre al capo clan (che è stato latitante per oltre un anno e mezzo), il figlio Santo (che porta il nome del nonno ndr), la sorella Simona, la madre Rosam Morace e i fedelissimi Gioacchino Intravaia e Gaetano Pellegrino. Completano la lista degli imputati Michele Di Grazia, Giovanni Galati Massaro, Prospero Riccombeni, Silvana Aulino e Mario D’Antoni.

E’ sulla figura di Gaetano Pellegrino che nel corso di una delle ultime udienze c’è stato un piccolo colpo di scena. Per la cronaca, l’imputato è fratello del consigliere comunale Riccardo Pelligrino, uno di quelli citati nella relazione dell’Antimafia Regionale e anche Nazionale. La commissione retta da Musumeci aveva “citato” Pellegrino proprio per il coinvolgimento del fratello nell’inchiesta Ippocampo, per cui il Riesame lo ha scarcerato per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Un particolare che il consigliere, con tanto di conferenza stampa con i suoi legali, ha voluto ben chiarire ai giornalisti che potrebbero essere stati anche oggetto di un esposto, così come annunciato nell’incontro al Comune di Catania. Un dettaglio certamente non da poco che però va completato con una serie di informazioni giudiziarie riguardanti Gaetano Pellegrino, che nella relazione della Commissione all’Ars presieduta da Nello Musumeci non erano presenti. Ma non ci stupisce visto che in quel lavoro dell’Antimafia mancava anche l’aggiornamento sull’ordinanza del Tribunale della Libertà relativa proprio alle indagini a cui si faceva riferimento nel testo. “U Funciutu” allo stato non è a piede libero, ma sta scontando una pena residua per una condanna di estorsione. La notifica sarebbe arrivata contestualmente all’annullamento del Riesame per l’inchiesta Ippocampo. E per completare il quadro: Gaetano Pellegrino insieme a Nuccio Mazzei il 16 maggio dovrà affrontare la nuova udienza del processo che lo vede accusato di minacce ai danni del collaboratore di giustizia Viola.

Golfredo Di Maggio, storico spacciatore del rione San Cristoforo (roccaforte dei Mazzei), durante il suo esame ha parlato (e sarebbe stata la prima volta) del ruolo di Gaetano Pellegrino, che avrebbe gestito (per un certo periodo) la contabilità dei proventi dell’attività di spaccio dei Mazzei. Le rivelazioni non sono contenute in alcun verbale del collaboratore di giustizia. Su questo aspetto sono arrivate una serie di contestazioni da parte dei difensori degli imputati, sul perchè questo dettaglio è emerso solo ora e non prima. Il teste ha solamente detto che prima forse non se ne sarà ricordato. La risposta di Di Maggio non è certo piaciuta agli avvocati, che potrebbero anche chiedere al Tribunale di non tenerne conto di queste esternazioni. Insomma di non acquisirla come elemento di prova dell’accusa nel processo.

 

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