Miccichè: "Diminuito il numero delle leggi impugnate"

Miccichè: “Diminuito il numero delle leggi impugnate”

Solo il 6,4 per cento degli articoli votati è stato impugnato mentre l'anno scorso il tasso di impugnazione era stato delll'8,3.

PALERMO – Diminuisce il tasso di impugnazione delle leggi votate dall’Assemblea regionale siciliana. Lo ha annunciato il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché durante la cerimonia del ventaglio.

Le leggi votate dal parlamento siciliano sono state quest’anno 28 di cui 19 di iniziativa governativa e 9 di iniziativa parlamentare. Solo il 6,4 per cento degli articoli votati è stato impugnato mentre l’anno scorso il tasso di impugnazione era stato delll’8,3.

“E’ necessario – ha detto Micciché – che arrivino in aula disegni e proposte di legge che abbiano superato il controllo sulla loro correttezza tecnica e giuridica. In aula si dovrebbero discutere solo problemi di natura politica”. C’è un’emergenza che sta crescendo nel periodo pandemico. “Sono le nuove povertà”, ha detto durante la cerimonia del ventaglio il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Micciché. “C’è da essere preoccupati e temo che in autunno avremo forti tensioni sociali”, ha aggiunto. Il dato emerge dal confronto con le maggiori associazioni di volontariato che hanno decuplicato gli interventi di sostegno per persone che si trovano in difficoltà. “A volte cambia la condizione di persone che vengono a cercare aiuto mentre fino a ieri erano proprio loro a darlo”. In queste condizioni, secondo Micciché, vanno date risposte positive e non si può sempre dire di no. E’ un problema che proprio la burocrazia vada “alla ricerca del pelo nell’uovo” per fermare alcune iniziative. Micciché ha citato il caso di una società che non riesce a ottenere la concessione per un progetto che prevedeva 200 nuovi posti di lavoro. La legge Bassanini, che ha fissato una distinzione tra funzioni amministrative e ruoli di indirizzo politico, andrebbe cambiata. L’esigenza di restituire alla politica compiti gestionali è stata posta durante la cerimonia del ventaglio dal presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, il quale è tornato a esprimere sulla burocrazia valutazioni fortemente critiche. “Spesso – ha detto – i funzionari vanno alla ricerca del pelo nell’uovo per non prendere decisioni che li espongono al rischio di finire indagati”. In questo modo, secondo Micciché, vengono scoraggiate iniziative produttive e “si arreca un danno alla Sicilia” in un momento in cui la crisi comincia a farsi più acuta. “Molte persone sono ridotte alla fame”, ha aggiunto Micciché, che sulla responsabilizzazione della struttura amministrativa regionale si è confrontato anche con il presidente della Regione, Nello Musumeci. quindi ha rivolto un appello alla stampa perché sui no della burocrazia conduca campagne di denunce e di sensibilizzazione.


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