Migranti, la denuncia di Sea Watch dopo l'ultimo salvataggio

Dopo il salvataggio di migranti scatta il fermo per la nave di Sea Watch

Nave Aurora
Si tratta dell'unità Aurora
LA STORIA
di
1 min di lettura

PALERMO – Fermata la nave Aurora di Sea Watch, che aveva soccorso 44 migranti nel Mediterraneo bloccate sulla piattaforma petrolifera Didon abbandonata. La ong tedesca rischia una multa tra i duemila e i diecimila euro. La durata esatta del fermo e l’importo della multa saranno comunicati nei prossimi giorni.

Fermo sulla base del decreto Piantedosi

I naufraghi, sbarcati poi a Lampedusa, erano bloccati sulla piattaforma dall’1 aprile. “Le autorità italiane ora hanno fermato la nave di soccorso in base al decreto Piantedosi, affermando che l’organizzazione non aveva informato le autorità libiche delle sue operazioni – dicono da Sea Watch -. Poco più di una settimana fa era stata fermata anche la seconda nave di soccorso, la Sea-Watch 5”.

“L’Italia blocca le navi salva-vita”

“Mentre centinaia di persone annegano nel Mediterraneo, l’Italia blocca le navi che potrebbero salvarle”, afferma Giulia Messmer, portavoce di Sea Watch, commentando i provvedimenti seguiti al salvataggio. “Quarantaquattro persone sono rimaste bloccate su una piattaforma petrolifera per cinque giorni e nessuno Stato europeo è intervenuto in loro aiuto – aggiunge -. Chiunque criminalizzi il salvataggio sceglie consapevolmente la morte al posto della vita umana”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI