Migranti, le Ong: "Processo a Trapani ci criminalizza" - LiveSicilia.it

Migranti, le Ong: “Il processo a Trapani ci criminalizza”

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Commenti

    Questo processo è l’ennesima farsa dall’esito già scritto. Alla fine saranno tutti assolti perché ciò che hanno fatto non è reato, erano in pericolo, hanno salvato vite umane, la legge del mare bla bla bla bla.
    Ogni processo del genere si è concluso così quindi perché perdere per l’ennesima volta tempo e soldi?

    Putroppo questi taxisti del mare sono protetti da leggi comuniste e giudici comunisti. Saranno tutti assolti, siamo davanti all’ennesima farsa.
    Spettacolo pagato dai soliti fessi contribuenti.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La famiglia ha diritto già da subito al rimborso delle spese legali, i ritardi non sono imputabili a loro. I termini legali non devono essere presi in considerazione in senso stretto, non devono cioè essere considerati. La verità va accertata accuratamente. I figli del defunto hanno diritto di sapere le cause della morte del loro padre. L'ordine burocratico dei magistrati si deve sempre ad una organizzazione politica..... Non bisogna demonizzarli. I casi di "mala sanità" devono essere sempre disbrigati celermente, siamo uomini non caporali. Mia opinione.

CURE PALLIATIVE: TANTA INSISTENZA CONTRO I NUOVI ACCREDITAMENTI. CHE COSA SI VUOLE DIFENDERE? Il decreto regionale 588/2025 prevede il potenziamento dell'assistenza, la revisione degli accreditamenti, maggiore apertura, concorrenza e trasparenza. SAMO contesta proprio l'apertura del sistema, richiamando la tutela del non profit, la qualità e la continuità delle cure. Ma perché tanta resistenza all'ingresso di nuovi operatori? Si ha l'impressione che chi è già accreditato consideri il proprio modello assistenziale il migliore possibile, quasi che nuove competenze, tecnologie e modalità di cura non possano offrire risultati migliori. Difendere la qualità è doveroso; difendere le posizioni acquisite impedendo l'evoluzione dei servizi sarebbe inaccettabile. La Regione chiarisca le ragioni dei ritardi e acceleri l'attuazione del decreto. Le regole spettano alle istituzioni, nell'interesse dei malati, non a chi teme di perdere la propria posizione.

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