CATANIA – Continua l’emergenza sbarchi e continuano le proteste degli operatori di polizia che, stamattina, hanno dato vita a una serie di iniziative di protesta. Soprattutto per richiedere le minime dotazioni di sicurezza. “Sono mesi oramai che abbiamo chiesto alla Questura di Catania di dotare di idonei strumenti di protezione individuale i colleghi impegnati in prima linea negli sbarchi dei profughi. Si tratta di mascherine idonee alla protezione delle malattie trasmissibili per via aerea, di igienizzanti per le mani e di tute monouso. Niente di tutto questo – afferma il segretario provinciale del Sap di Catania, Giuseppe Coco. Per l’ennesima volta – aggiunge – saremo noi a fare le veci di un’amministrazione che non è in grado di tutelare la salute dei propri uomini e donne neanche dopo il clamoroso caso dei cinque poliziotti della Questura di Catania, risultati positivi al test di Mantoux.
E’ forte la provocazione dei sindacalisti catanesi: “In pochi minuti – prosegue Coco – abbiamo acquistato mascherine e tute monouso ad alta protezione che abbiamo distribuito oggi all’arrivo della nave “Orione” nel porto di Catania con a bordo circa 400 migranti. La distribuzione è avvenuta a favore dei nostri colleghi della Polizia di Stato, delle altre Forze di Polizia presenti e persino degli autisti degli autobus. Tutte persone che continuano con grande professionalità e spirito del dovere, ad affrontare rischi per la propria salute e per quella dei loro cari, rischi che, secondo il Dipartimento della P.S., non esistono”.
Anche gli iscritti al Siap, che nei giorni scorsi aveva chiesto maggiore attenzione alla salute degli operatori di polizia impegnati nell’accoglienza dei migranti, stamattina ha protestato insieme ai colleghi dell’ANFP. Un sit in degli agenti liberi dal servizio, occasione per presentare al Prefetto una lettera indirizzata al Ministero.
“E’ stata occasione – spiega il segretario provinciale, Tommaso Vendemmia – per recapitare una lettera al Ministro dell’Interno e la Capo della Polizia, un appello alle mancate risposte del Governo in tema di sicurezza in città. Non possiamo permetterci il lusso di ammalarci, siamo pochi e per questo vogliamo garanzie sulle operatività soprattutto rispetto per il nostro lavoro che seppur invisibile è sempre più esigente. Dal Questore all’ultimo agente, nessuno si risparmia. I poliziotti Catanesi sono rimasti in poco meno di 600 operativi e assorbono la media di 15.000 ore di straordinario al mese per sopperire alle esigenze di Mare Nostrum, indagini e servizi di controllo, un enorme carico di lavoro che semmai verrà retribuito chissà quanto tempo dovranno aspettare. Non vogliamo creare allarmismi – conclude – ma è ora che si studino strategie sulla sicurezza interna del paese senza derogare ai militari compiti che difficilmente saprebbero svolgere”.

