"Non parlava mai del suo male | Con lui muore una biblioteca"

“Non parlava mai del suo male | Con lui muore una biblioteca”

Il ricordo di don Fabrizio Fiorentino.

La morte di Tusa
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PALERMO – “Lo vedevi arrivare, calmo e sereno, con una formidabile ironia di se stesso, con quegli occhialoni colorati, quelle sciarpe vistose… e capivi subito che Sebastiano era un uomo profondamente innamorato della bellezza”.

Don Fabrizio Fiorentino, parroco dell’Addaura, è addolorato. Ha appreso come tutti la notizia della sciagura. Ieri, la sua parrocchia, ‘Maria Santissima’, ha pubblicato un dolente comunicato sulla pagina facebook: “Questa sera abbiamo celebrato una messa di suffragio per Sebastiano Tusa, grande Amico del Complesso Ex Roosevelt, che con la sua competenza e passione è stato accanto alla Comunità sia come Sovrintendente del Mare che come Assessore dei Beni Culturali.  Desiderava fare del Roosevelt un parco e un avamposto per le Grotte dell’Addaura che desiderava mettere in sicurezza e riaprire … spero fortemente che riusciremo a veder realizzata questa visione e che venga intitolata alla sua memoria”.

Una zona difficile, quella su cui insiste la parrocchia, per cui ci vuole davvero un’idea rivoluzionaria della bellezza. Nelle parole del sacerdote riecheggia il profilo di una personalità innocente, perché ciò che è bello, e dunque anche buono, piace ai bambini, a coloro che, per fortuna, non crescono del tutto e conservano il meglio di sé.

“Era un uomo attento, Sebastiano – dice don Fabrizio – e di grandi prospettive. Ragionava per progetti, per connessioni, Connetteva il singolo frammento con uno sguardo d’insieme. Parlammo, una volta, in occasione di un Festival organizzato in estate. Lui qui voleva salvare la zona e realizzare un parco, guardava le nostre difficoltà e già vedeva ciò che sarebbe accaduto domani. Un uomo felice, incontenibile e coraggioso. Non parlava mal del suo male. E’ come se fosse andata a fuoco un’intera biblioteca”.

Un crepitio di libri che bruciano, come accade ne ‘Il nome della rosa’, ecco la suggestione di una perdita. Un uomo e il suo bagaglio incalcolabile. E un siciliano che se ne va, aggiungendo allo strazio di chi lo amava, lo conosceva, lo stimava, la perdita di uno sguardo che non ci soccorrerà più.

 

 

 

 

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