PALERMO – “Ciao Rocky, cane della Vucciria. Cane di tutti”. È morto nella notte il grande pitbull nero che per anni è stato una presenza familiare tra le strade dello storico mercato palermitano.
Un cane conosciuto e adottato, nel tempo, da un intero quartiere. A ricordarlo sui social, con un post emozionato ed emozionante, è Giusy Caldo: “Rocky – scrive – era il cane del quartiere. Era di chi gli dava da mangiare, di chi gli apriva una porta, di chi controllava che stesse bene, di chi lo salutava ogni mattina. Era dei residenti, dei commercianti, dei ragazzi della zona. Ma, in qualche modo, era diventato anche il cane delle migliaia di turisti che negli anni sono passati dalla Vucciria e lo hanno fotografato”.
Giusy Caldo racconta di averlo conosciuto diversi anni fa, quando alcune segnalazioni sulle sue condizioni di salute l’avevano portata a occuparsi di lui. All’epoca era volontaria dell’associazione ADA. Da quella esperienza è nato anche un rapporto con alcune persone della Vucciria.
“Quando Rocky ebbe bisogno di cure, quel quartiere rispose come una famiglia”, scrive. Ed è proprio grazie a Rocky, racconta Giusy, che sono entrate nella sua vita due persone che oggi vuole ringraziare: Gianni e Gaspare.
“Loro non sono volontari. Non appartengono ad associazioni e non hanno mai avuto bisogno di una tessera, di un ruolo o di un’etichetta per dimostrare quanto amassero Rocky. Lo hanno accudito come si accudisce un bambino”, scrive.
Il quartiere palermitano saluta, dunque, una presenza che per anni è sembrata appartenere naturalmente all’intero centro storico.
“La Vucciria da oggi sarà un po’ più vuota – continua Giusy Caldo – Mancherà Rocky a Gianni e Gaspare. Mancherà a chi ogni giorno lo incontrava. Mancherà a chi gli portava qualcosa da mangiare, a chi gli dava una carezza passando, a chi controllava che fosse al suo posto. E sono sicura che mancherà persino a quei turisti che, tornando a Palermo dopo qualche anno, chiedevano se quel grande cane nero fosse ancora lì. Perché Rocky era diventato parte dell’identità stessa della Vucciria. Non era un randagio. Non era il cane di qualcuno. Rocky era il cane di tutti”.

