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Dopo una notizia così, rapina a mano armata, ci tiriamo su ricordando il nostro sindaco: «Non siamo il Bronx, non c'è alcun allarme sicurezza a Palermo». Ma a buon titolo oggi nel Bronx possono dire: non siamo più quel Bronx, ma non siamo Palermo con i suoi mafiosi.
Chi glieli dà i kalashnikov a sti scappati di casa?? Le bombe ad alto potenziale?? NON FATEVI INGANNARE...QUI C'E' IL GRANDE GIOCO DEL POTERE, SIAMO TORNATI AGLI ANNI '80!! Qualcuno vuole far tornare la Sicilia indietro di 40 anni!! A quei tempi il potere voleva eliminare i rompi scatole con un vertice sprezzante e pronto a tutto, la mafia è parte integrante del sistema!!
Non ci sono speranze x questa città fin quando esisteranno questi esseri ed esisteranno questi rioni lager.
Tutto bello e giusto.ma perché non controllate tutto l,abusivismo che c, è x strada a cominciare dai mercatini rionali in cui tutto è in nero e tutti fanno finta di niente.
Ma basta.


Grande Vittorio! L’ho conosciuto e frequentato il suo ristorante già negli anni 90 – quando ancora lo conoscevamo davvero in pochi. Il ristorante era ancora una grande stanza , ricordo con le saracinesche ! Ma già allora si vedeva che era grande ristorazione la sua. Sono stato sempre molto bene da lui dove ho trascorso anche un periodo di ferie nelle stanze che aveva sopra il ristorante . Ricordo molto bene i suoi occhi stupiti quando la mattina rientrava dal mercato del pesce , con il suo furgoncino e orgoglioso ti mostrava cosa aveva acquistato. Sempre simpatico , con i clienti, giovale e disponibile alle chiacchiere in questo meraviglioso contrasto tra Bergamo e la Sicilia. Sono certo che la sua famiglia continuerà nel solco tracciato dal padre . Viva Vittorio.