Multe, Federconsumatori attacca| "Ricorreremo in Cassazione"

Multe, Federconsumatori attacca| “Ricorreremo in Cassazione”

Vizzini: "Il Tribunale non ha considerato l'orientamento della Corte suprema".

PALERMO – La battaglia sulle multe non si ferma. Questa volta è la Federconsumatori a lanciare l’attacco, contestando la sentenza del Tribunale di Palermo che ha riconosciuto la legittimità dell’operato del Consorzio Olimpo e annunciando il ricorso fino alla Cassazione.

“Sembrerebbe – dice in una nota l’associazione – che il Tribunale abbia disconosciuto l’orientamento consolidato della Suprema Corte di Cassazione a norma del quale, quando la notifica a mezzo del servizio postale è affidata a un’agenzia privata di recapito, essa non è conforme al modello legale previsto per la notifica, con consequenziale inesistenza della stessa“. “Tali sentenze hanno sancito quindi il principio – evidenzia Lillo Vizzini di Federconsumatori Palermo – secondo il quale il servizio di notifica a mezzo posta non può che essere prerogativa di Poste Italiane, per ragioni di ordine pubblico, vista la necessità di asseverare, con valenza probatoria, la data di invio e ricezione delle spedizioni, stante la applicazione del principio della scissione soggettiva del procedimento notificatorio”.

L’associazione però contesta anche altre anomalie tra cui multe consegnate a soggetti sconosciuti, messi che hanno dichiarato di non rinvenire alcuno anche quando, invece, è risultato provata la presenza presso l’abitazione di soggetti idonei alla ricezione, quantità notevoli di multe delle quali uno stesso addetto avrebbe, nell’arco della giornata, curato la procedura di notifica ex art. 140. “evenienza questa che mal si concilia con la presenza di solo otto addetti alla sede di Palermo del Consorzio Olimpo, per come risulta dalla visura camerale”, attacca l’associazione.

“Per questi motivi, qualora il Comune di Palermo dovesse iscrivere a ruolo le somme chieste bonariamente – conclude Vizzini – Federconsumatori è pronta ad avviare una battaglia legale, che potrà giungere fino alla Cassazione, che, a meno di non voler smentire se stessa, sicuramente ribadirà quello che, a oggi, rappresenta un punto fermo: la illegittimità delle notifiche a mezzo posta eseguite da soggetti diversi da Poste Italiane, unico soggetto che, allo stato, può asseverare, con valenza probatoria, la data di invio e ricezione delle spedizioni”.

 

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