PALERMO – Ci sarebbe stato un patto corruttivo fra l’ispettore della polizia municipale e il titolare del posteggio privato davanti al Parco archeologico di Calatafimi-Segesta, dove lavoravano i familiari del vigile.
Salvatore Craparotta e Francesco Isca sono finiti agli arresti domiciliari. L’ordinanza è stata eseguita dai carabinieri di Alcamo. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Trapani è iniziata nell’agosto 20018. Contestualmente sono stati notificati cinque avvisi di garanzia ad altrettante persone per favoreggiamento, abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici. Isca nei mesi scorsi è stato indagato per mafia dalla Dda Palermo nell’inchiesta su Vito Nicastri,
Il “patto sporco” prevedeva che l’ispettore Craparotta, in servizio fino allo scorso dicembre, agevolasse l’imprenditore mettendo la sua divisa a disposizione del titolare del parcheggio. Come? Multando con assiduità gli automobilisti che posteggiavano l’auto in divieto lungo la strada che conduce al tempio di fatto li dirottava nell’area privata di sosta a pagamento. Quello che doveva essere la normale attività di un vigile ligio al dovere sarebbe stata strumentale agli interessi privati.
Secondo la ricostruzione del procuratore Alfredo Morvillo e dell’aggiunto Maurizio Agnello, il vigile avrebbe ottenuto in cambio l’assunzione di quattro familiari – tra cui moglie e figli – nello stesso parcheggio.

