PALERMO – “I lavoratori verranno tutelati”, assicura il governo. Ma le lettere di licenziamento hanno superato quota duemila. Lungo incontro oggi negli uffici di via Ausonia tra l’assessore alla Formazione Nelli Scilabra e le sigle sindacali rappresentanti del settore. Un incontro durante il quale l’esecutivo ha ribadito la necessità di un’ampia riforma del settore. Una riforma, però, che rischia di travolgere centinaia di addetti ai lavori. “Quei licenziamenti sono illegittimi”, la protesta di alcuni sindacati.
“Ho ribadito ai rappresentanti dei lavoratori – ha commentato al termine dell’incontro l’assessore Scilabra – l’intenzione del governo di riformare radicalmente il settore della formazione professionale. Andremo avanti, proseguendo sulla strada del rinnovamento, della trasparenza e della qualità. Rispetto allo stato di agitazione creato sulle spalle di lavoratori disperati, spesso in modo strumentale, – ha aggiunto – riteniamo che i sindacati dovrebbero insorgere a tutela dei lavoratori contro le procedure di licenziamento che di certo non possono essere addebitate alla linea del governo. Nessuno – ha precisato l’assessore – ha dichiarato uno stop per il settore, ma un cambio radicale che consegnerà alla Sicilia un nuovo sistema, efficiente e produttivo”.
E il cambio radicale si traduce nella “chiusura anticipata” dell’Avviso 20. Un fatto che sta però preoccupando notevolmente gli enti di Formazione che credevano di poter contare su un piano triennale di finanziamenti. Da qui, ecco le lettere di licenziamento. “Abbiamo fatto sapere all’assessore – dice Giovanni Migliore della Cisl Scuola – che quelle lettere continuano ad arrivare. E adesso superano, complessivamente, la quota di duemila. Siamo molto preoccupati”. Eppure, anche tra i sindacati si sarebbero create delle divisioni. Se la Cgil ha infatti rivendicato la necessità di mantenere in piedi l’Avviso 20, da alcune sigle più “piccole” è arrivato un generale consenso alle attività del governo. “Approviamo – ha detto il segretario dell’Ugl Tony Provenzale – le linee fissate dall’esecutivo. Siamo disponibili a lavorare a un piano di riforma vera del settore, a patto che vengano salvaguardati i lavoratori”. E a proposito del destino dei lavoratori, più netta è la posizione dello Snals Confals: “La legge 223 del 1991, che prevede i licenziamenti collettivi, – ha detto Valentina Spata – non può essere applicata per i lavoratori della Formazione. Mi sorprende che i sindacati – ha aggiunto – protestino contro il governo che vuole ristabilire la legalità e non contro gli enti di formazione. Gli stessi sindacati in passato rimanevano zitti nonostante i lavoratori da tempo non ricevessero lo stipendio”. “Siamo un po’ più sereni – ha detto Maurizio Galici dei Cobas Scuola – anche perché abbiamo compreso, oggi, più chiaramente le intenzioni del governo. Siamo per i ‘no’ ai licenziamenti collettivi, ma ci conforta le rassicurazioni dell’assessore: i lavoratori non verranno allontanati, ma resteranno agganciati agli enti”.
E a proposito di questo aspetto, dall’incontro è emerso qualche dettaglio ulteriore sul destino dei lavoratori licenziati, che verranno coinvolti in processi di riqualificazione. Processi che dovrebbero protrarsi per circa cinque mesi, a partire dal 7 giugno. È quello, infatti, il fatidico “ultimo giorno” dell’Avviso 20. Anche se alcuni enti avrebbero chiesto e incassato il sì a una proroga di qualche mese per la conclusione dei corsi ancora attivi. Dopo quel periodo, spazio al nuovo Piano dell’offerta formativa, finanziato con le somme del “Piano giovani”. Durante il periodo di riqualificazione, i dipendenti, che dovranno essere inseriti nel fatidico “albo unico”, riceveranno uno stipendio “ridotto”. Entro due giorni, tra l’altro, gli enti dovranno fornire gli elenchi aggiornati dei dipendenti. Quelli degli Sportelli Multifunzionali potranno “autocensirsi”. Inoltre, è prevista la creazione di due distinti “conti correnti”: verranno versate in maniera differenziata, infatti, le somme che riguardano la gestione dell’ente, e quelle che riguardano gli stipendi del personale.
“Abbiamo la copertura finanziaria – ha precisato l’assessore Scilabra – per i nuovi avvisi pubblici e perla riqualificazione del personale. Una misura, quella della riqualificazione, pensata proprio per garantire il passaggio dal vecchio sistema al nuovo. Nei prossimi giorni incontrerò le associazioni che rappresentano gli enti e la prossima settimana riuniremo il tavolo tecnico sui fabbisogni formativi (previsto per la settimana prossima, ndr) – continua Nelli Scilabra – un appuntamento importante per delineare il futuro della formazione siciliana e dei lavoratori. Proprio sul personale del settore riteniamo di dover fare uno sforzo decisivo per tutelare i loro diritto, su questo – afferma l’assessore Scilabra – chiedo un contributo da parte dei sindacati in termini di proposte. Noi riteniamo di dover rafforzare lo strumento di un nuovo albo del personale e l’obbligatorietà da parte degli enti di istituire un conto corrente dedicato per i fondi relativi al pagamento degli stipendi. Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, Regione, enti e sindacati per concentrare tutte le energie sulla riforma del settore e ripristinare un modello di legalità, trasparenza e produttività”. Intanto, però, continuano a piovere le lettere di licenziamento. Quota duemila è stata già superata. E quell’escalation potrebbe subire, già nelle prossime ore, una improvvisa e ulteriore accelerazione.

