Nico Gozzo: "Che tristezza |i parvenu dell'antimafia"

Nico Gozzo: “Che tristezza |i parvenu dell’antimafia”

Il procuratore aggiunto di Caltanissetta: "C'è chi ha cercato di avvicinare la famiglia Borsellino per un quarto d'ora di notorietà. La lotta a Cosa nostra sarebbe più bella se somigliasse ai parenti di Paolo".

La polemica
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PALERMO – “Agnese Piraino Leto era la gran custode di quella capacità di coniugare rispetto delle istituzioni, fermezza e dolcezza. Non volevo invadere la privacy della famiglia e di Agnese Borsellino, una riservatezza spesso violata da parvenu della giustizia che quando l’hanno avvicinata cercavano un momento di notorietà o più rapide carriere: che tristezza!”. Lo ha detto Nico Gozzo, procuratore aggiunto a Caltanissetta, intervenuto a Palermo alla presentazione del libro scritto dalla vedova Borsellino insieme a Salvo Palazzolo, “Ti racconterò tutte le storie che potrò”.
“Che bella sarebbe l’antimafia se somigliasse alla famiglia Borsellino – ha aggiunto commosso il magistrato -, se avesse concretezza, non rispetto di chi ha infangato le istituzioni; se avesse assoluta apoliticità unita ad amore della politica intesa come arte di amare la polis, integrità, sostegno e rispetto di chi cerca la verità tra mille difficoltà”. “Il mio innamoramento per Agnese e Paolo – ha concluso – inizia dalla scoperta della figura umana e professionale del magistrato, un binomio inscindibile, quella bellissima normalità dell’amore a base di tutto: amore per la propria terra, piena di imperfezioni. La forza tranquilla della normalità, perché come dice Milly Giaccone, questi uomini, pur sapendo di andare incontro alla morte non volevano diventare eroi ma volevano disperatamente vivere”.

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