NISCEMI (CALTANISSETTA) – Trentacinque persone sono state fatte sgomberare, a scopo precauzionale, dalle loro abitazioni. Nella zona interessata dalla frana di ieri a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Ed è stata disposta la chiusura delle scuole Belvedere e Canale-Don Bosco. È quanto si legge in un report del dipartimento della Protezione civile regionale. La Protezione civile è presente sul posto con proprio personale. Non si registrano danni a cose o persone.
L’evento, si legge in un post su Facebook, ha interessato un ampio settore del versante ovest dell’abitato di Niscemi. Il corpo di frana ha registrato un ribassamento stimato tra i 6 e i 7 metri, con uno spostamento in direzione del fiume Maroglio. Interessa un fronte pari a 1.6 km e quasi 1 km quadrato di estensione.
In undici alloggiati in un b&b
A scopo precauzionale, ieri, sono state sgomberate sei abitazioni, per un totale di 17 persone di cui 11 alloggiate in b&b grazie al comune. Ieri sera, dopo un confronto tecnico con i funzionari del dipartimento, il sindaco e i tecnici del Comune, è stato deciso lo sgombero di altre famiglie per un totale di 18 persone che hanno trovato alloggio privatamente. É stata anche disposta la chiusura della scuola Belvedere e della scuola Canale-Don Bosco.
La frana ha interessato, oltre alla sede stradale della Strada provinciale12, anche alcune infrastrutture a rete, in particolare le linee di distribuzione del metano e della fibra ottica, per le quali sono in corso le verifiche tecniche e la messa in sicurezza da parte degli enti e dei gestori competenti.
Cocina: “Monitoraggio costante dell’area”
Il dirigente generale del dipartimento Regionale della Protezione civile, Salvo Cocina, in stretto raccordo con l’Ufficio territoriale di Caltanissetta e con la sala operativa Regionale, ha disposto “un monitoraggio costante dell’area interessata, per seguire l’evoluzione del fenomeno e coordinare eventuali ulteriori azioni di protezione e mitigazione del rischio”.
Il tratto di versante interessato dalla frana è stato integralmente transennato e interdetto al traffico. È tuttavia garantita la viabilità alternativa per l’accesso al centro abitato di Niscemi. Sono stati eseguiti accertamenti anche grazie ai rilievi effettuati con un drone.
Pd: “La frana impone chiarezza sugli interventi”
La frana che ieri ha interessato il versante ovest di Niscemi, “rappresenta un evento di particolare rilevanza che impone a tutte le istituzioni un’assunzione di responsabilità comune”. Lo dicono il segretario provinciale del Pd Caltanissetta Renzo Bufalino, il consigliere provinciale Antonio Cuvato, il consigliere comunale Giovanni Di Martino e il segreterio Pd di Niscemi Carlo Pisa Secondo gli esponenti dem “si tratta di una criticità che si inserisce in un quadro di fragilità idrogeologica noto da tempo. Nel corso degli anni abbiamo più volte richiamato l’attenzione sull’importanza degli interventi strutturali di messa in sicurezza del territorio. A quasi trent’anni dalla frana del 1997, riteniamo sia doveroso fare chiarezza sullo stato di attuazione dei lotti di consolidamento previsti, sul ruolo svolto dai diversi enti competenti – Comune, Libero consorzio di Caltanissetta, Genio civile e Regione siciliana – e sulle azioni di sollecito che nel tempo sono state effettivamente intraprese. Allo stesso modo, appare necessario chiarire lo stato d’avanzamento del depuratore fognario, infrastruttura strategica per la tutela ambientale e per la stabilità del versante”.
“La chiusura della Provinciale 12 sta producendo disagi rilevanti per la popolazione, in particolare per gli operatori agricoli. Chiediamo al sindaco di adottare ogni utile provvedimento per il ripristino urgente del tratto di strada vicinale in contrada Fegotto-Gallenti, che collega la Sp 10 con la Sp 12, così da consentire temporaneamente un accesso più agevole alle aziende agricole; che venga predisposta un’attività di vigilanza e monitoraggio lungo la Provinciale 10 che subirà un inevitabile aumento del traffico. Dal 1997 ad oggi, nonostante un quadro finanziario che include anche le risorse del Pnrr, pari a circa 2,5 miliardi di euro di cui il 40% destinato al Mezzogiorno, sono stati realizzati solo due dei lotti previsti per la messa in sicurezza del versante”.

