Niscemi, crolla una palazzina di tre piani: lunedì riaprono le scuole

Niscemi, crolla una palazzina di tre piani: lunedì riaprono le scuole

La frana continua a fare paura

NISCEMI – È crollata una palazzina di tre piani nel quartiere Sante Croci, una di quelle in bilico sul costone di Niscemi. L’edificio era a pochi metri dall’auto sul precipizio. Immagine simbolo del disastro e della vita in bilico degli abitanti del paese in provincia di Caltanissetta. Il movimento franoso ha superato quello del Vajont.

A Niscemi piove da 48 ore consecutive. Altri edifici adiacenti a quello crollato, e anche questi in bilico sul costone, appaiono squarciati. Dall’alto si vedono tracce di una vita quotidiana spazzata via: pezzi di stanze, mobili, elettrodomestici, foto appese ai muri che ritraggono famiglie felici. Le abitazioni si sbriciolano lentamente, fino al cedimento definitivo come nel caso della palazzina di tre piani sprofondata nel fossato alo 50 metri.

Il crollo, secondo il funzionario dei vigili del fuoco di Caltanissetta, Francesco Turco, è da “collegare alle abbondanti piogge di questi ultimi giorni che hanno sicuramente contribuito a erodere ancora di più il terreno sottostante a quel fabbricato, che era già seriamente compromesso, per cui il peso della struttura non ha retto più e quindi è venuto giù”.

La collina su cui sorge il centro abitato si sta sbriciolando. Ci si interroga sul futuro. Si pensa ad una new town da costruire altrove. Ad avanzare per primo la proposta di una nuova Niscemi è stato il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, pronto a cedere una fetta del suo Comune.

Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ringrazia il collega. Per ora, però, è concentrato sul presente: “Sono state riattivate le linee del metano e del gas”. Lunedì riapriranno le scuole. Gli alunni dei due istituti inagibili per la frana saranno ospitati in altri plessi.

Sono in corso le operazioni per preparare le classi dove verranno dislocati i 323 alunni – 138 della scuola dell’infanzia e 185 delle primarie – dei plessi San Giuseppe e Belvedere, inagibili dopo la frana del 25 gennaio.

“Ricostruire a Gela? Io vorrei tornare nella mia casa. Ho tutto lì e l’ho lasciata in piedi”, dice Angela Vaccaro, uno dei 1330 sfollati dalla zona rossa. Stessa cosa Giovanni Lo Monaco: “Non sono solo case, sono sacrifici di una vita, sacrifici nostri e dei nostri padri”.

La frana che si è aperta domenica scorsa è ancora attiva. Il crollo di oggi ne è la conferma. Il capo del dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano ha firmato l’ordinanza con le misure previste per fronteggiare l’emergenza causata dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi.


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