"No al ghetto di Brancaccio" | La protesta dei residenti

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Vivono da due anni come prigionieri nel loro quartiere per la divisione in due tronconi della via Brancaccio. Una condizione di disagio nata per i lavori al passante ferroviario che ha portato alla chiusura del passaggio a livello, che ha diviso la strada in due aree incomunicabili.

Palermo, la denuncia della Cgil
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2 min di lettura

PALERMO – Vivono da due anni come prigionieri nel loro quartiere per la divisione in due tronconi della via Brancaccio. Una condizione di disagio iniziata nel settembre 2012, quando per i lavori al passante ferroviario è stata decisa la chiusura del passaggio a livello, che ha diviso la strada trasformando il quartiere in due aree incomunicabili. Lo denuncia la Cgil che, nella sua sede di Brancaccio, ha registrato giorno dopo giorno lo sfogo e la protesta della gente. “Alcuni commercianti, tra i pochi che ancora continuano a tenere aperta la loro bottega su via Brancaccio, tra cui insegne storiche come la tabaccheria Galdi, denunciano un calo di vendite del 45 per cento – dice Adele Cinà, segretaria della sede Cgil di Brancaccio – E a rischio è la stessa sicurezza: le ambulanze non possono penetrare nella strada ridotta a un budello a senso unico, sbarrata dalla chiusura del passaggio a livello. E i mezzi di soccorso hanno difficoltà anche a penetrare nel dedalo di stradine senza uscita che costeggia a monte la linea ferrata”.

La condizione degli abitanti di Brancaccio è ormai insostenibile. “La chiusura del passaggio a livello ha trasformato l’area attorno al passaggio a livello in un ghetto, creando una situazione di invivibilità generale: da troppo tempo sono a rischio la sicurezza e l’incolumità degli abitanti mentre le condizioni igieniche sono compromesse e si assiste all’inesorabile declino delle attività economiche. In questa situazione è intollerabile il silenzio di Rfi e del Comune, che non rispondono nemmeno alle interrogazioni dei consiglieri comunali. Anche i mezzi della Rap non riescono a effettuare la raccolta giornaliera”.

Nel quartiere, rimbalzato agli onori della cronaca per la beatificazione di don Pino Puglisi, e al centro di una trasformazione importante per la realizzazione del tram, i residenti si sentono abbandonati. “Anche accompagnare i bambini a scuola per genitori e nonni è difficile: molti istituti non si possono più raggiungere a piedi – aggiunge la Cinà – E nella strada ferrata, dove i treni passano regolarmente, è sbarrato l’accesso alle auto ma dai piccoli varchi rimasti aperti i bambini si intrufolano ugualmente”.

La Cgil di Brancaccio, solidale con gli abitanti e la circoscrizione, che proprio la settimana scorsa ha tenuto l’ultima assemblea, è impegnata a sostenere nuove iniziative per trovare soluzioni idonee, a partire dalla revoca dell’ordinanza di chiusura del passaggio a livello. “Siamo pronti a dialogare con l’amministrazione comunale per trovare delle soluzioni – aggiunge Adele Cinà – Chiediamo che immediati interventi per garantire la sicurezza e la viabilità nel quartiere. A partire dalla riapertura del passaggio a livello: del resto il sottopasso promesso in alternativa non è stato mai realizzato”.

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