No alla violenza sulle donne| Tutte le iniziative a Palermo - Live Sicilia

No alla violenza sulle donne| Tutte le iniziative a Palermo

Ecco perché il 25 novembre è Festa internazionale.

LA RICORRENZA
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Parlare, informare, sensibilizzare. Educare al rispetto della persona e dei diritti delle donne e partire dalle nuove generazioni. La violenza sulle donne, stupri, discriminazioni, l’impossibilità di accedere all’istruzione, femminicidio, tristi realtà che accomunano i Paesi di tutto il mondo. Il 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, rappresenta un momento importante dell’anno per discutere, comunicare e responsabilizzare, su un tema di natura culturale, in una società pervasa dalla violenza di genere, sia fisica, psicologica o nella subdola forma della discriminazione, sul lavoro come nella società. La posizione fragile del sesso femminile nella società italiana è indice di un malessere generale.

E combattere per i diritti e contro la violenza sulle donne significa anche battersi per una società più inclusiva per tutti e complementare al progresso di tutti. Il rispetto della persona e dei diritti delle donne, contrastare gli stereotipi di genere, partendo dai giovani, dalla formazione e informazione per una campagna di sensibilizzazione, alla base di una visione più ampia di donne e uomini nella società, per un principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne. Un processo difficile e complesso ma non del tutto impossibile. Perché la giornata del 25 novembre? La data del 25 novembre è una scelta non a caso. In questo stesso giorno del 1960, furono uccise le tre sorelle Mirabal, assassinate a Malcedo, in Repubblica Dominicana, per le loro attività di opposizione al regime di Rafael Leónidas Trujillo, il dittatore che ha tenuto il Paese in uno stato di arretratezza e di caos per oltre 30 anni.

Le tre attiviste, Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa Mirabal, fermate in auto da un gruppo di agenti del Servizio di informazione militare mentre si recavano a far visita ai loro mariti, (trattenuti in prigione per le loro attività contro il regime trujillista. ) furono costrette a scendere con la forza dal veicolo e trascinate in un luogo appartato, all’interno di una piantagione di canna da zucchero, dove sono state torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate. “Le farfalle”, il nome in codice delle tre sorelle, furono fatte precipitare con il veicolo da un dirupo simulando un incidente.

Questo gesto efferato, ha scatenato una dura reazione popolare sfociata, nel 1961, nell’uccisione di Trujillo e quindi alla fine della dittatura. Da quel momento iniziano le celebrazioni in memoria del triplice omicidio. La prima risale al 25 novembre del 1980, in occasione del primo Incontro Internazionale Femminista, a Bogotà, in Colombia. In seguito l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità nel 1998 l’internazionalizzazione della commemorazione di questa data e, successivamente il 17 dicembre 1999, ha istituito la Giornata Internazionale. Gradualmente si sono uniti alla commemorazione molti Paesi in tutto il mondo, scegliendo questo giorno per sensibilizzare l’opinione pubblica e per denunciare le numerose forme di maltrattamento fisico e psicologico di donne e bambine.

Da allora, governi di tutto il mondo, ma anche le organizzazioni internazionali e le Ong, promuovono iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sul femminicidio. Termine utilizzato negli anni ’90, e che si è diffuso nel mondo anglosassone, soprattutto grazie alla voce della criminologa Diane Russel. Il concetto deriva dall’inglese femicide, attraverso un’evoluzione che è iniziata a partire dagli anni Settanta del ’900 dai movimenti femministi statunitensi (ma il termine era già in uso in inglese fino dall’800). Secondo la Russell le società patriarcali ricorrevano al femminicidio, come forma di controllo e punizione per essersi opposte al potere dell’uomo. Un atto di ferocia che oggi raggiunge dati allarmanti. In Italia, il numero dei femminicidi è salito dal 37% del 2018 al 49% del 2019 (+12% rispetto al 2018), con vittime di nazionalità straniera nel 67% dei casi (+6% in un anno) e nel 61% dei casi l’autore è il partner. Negli ultimi tre anni le vittime di violenza di genere di sesso femminile risultano in aumento: dal 68% circa del 2016 al 71% del 2019.

In Italia e nel mondo subisce violenza, mediamente, una donna su tre dai 15 anni in su, ovunque: dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, per strada. Diverse le iniziative a Palermo oggi in occasione della giornata mondiale contro la violenza di genere. Dai sit-in dei sindacati (a Piazza Pretoria), i presidi di Polizia ( a Piazza San Domenico), alle inaugurazioni di panchine rosse nelle scuole di Palermo e provincia e nella sede della Camera di Commercio. Incontri e seminari sulla violenza di genere, “Spunti di Cambia-Menti” (alle 10) al carcere Pagliarelli, rivolto ai detenuti con la psicologia dell’Asp di Palermo, Claudia Bongiorno. Tavola rotonda “Sciarpe rosse” (alle 9)al Teatro Biondo, e a seguire , durante la giornata, le narrazioni di Salvo Piparo e le letture di testi a cura, fra gli altri, del sovrintendente della Fondazione Teatro Massimo, Francesco Giambrone, del prefetto Antonella De Miro e del drammaturgo Gianfranco Perriera, con Introduzione del direttore del teatro, Pamela Villoresi. A Palazzo Comitini (alle 16,30), incontro, “Percorsi di uscita dalla violenza e desiderio di giustizia delle donne”,insieme all’associazione “Le Onde” onlus. Intervengono Maria Grazia Patronaggio e Maria Rosa Lotti di “Le Onde”. Ancora in programma(alle 15) all’Ars, nella sala Mattarella, il convegno “Stop violenza”, promosso dalla deputata del M5S Roberta Schillaci, sulle misure di prevenzione e contrasto della violenza di genere, che rientra nel programma di eventi tematici organizzati dall’assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali. E poi, la Mostra fotografica “ Nilde”, ( inaugurazione alle 17) sulle donne vittime di violenza immortalate in scatti che ritraggono sofferenza e lotta, in esposizione nella sede dell’ex facoltà di Giurisprudenza. Un progetto universitario coordinato da Federica Palmeri con il contributo di Lezia Battaglia ed Emma Dante. La rassegna, cui aderiscono anche Amnesty International e la rete Non Una di Meno, indaga attraverso una serie di scatti l’universo femminile divenuto bersaglio della violenza fisica e morale a dispetto di una progressiva emancipazione sociale della donna avvenuta già a partire dagli anni ’60. Le fotografie a firma di Guglielmo Brancato, studente palermitano, cui si aggiunge la foto di Franca Rame di Letizia Battaglia, che la ritrae negli anni successivi alla violenza sessuale subita nel 1973, raccontato da quest’ultima in uno dei monologhi più crudi e toccanti su un argomento cosi delicato.


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