Ha denunciato il racket delle estorsioni e fatto condannare i suoi taglieggiatori: la scorsa notte, Giovanni Ceraulo, titolare della catena di negozi di abbigliamento di Palermo ”Primavisione”, è tornato a vivere la paura delle intimidazioni. Le vetrine di due punti vendita – quello di via Bandiera, nel centro storico della città e quello di corso Finocchiaro Aprile, a pochi passi dal tribunale – sono state danneggiate a colpi di mazze di ferro.
Un avvertimento grave per un commerciante noto in città che da mesi vive sotto la protezione delle forze dell’ordine. Grazie alla coraggiosa denuncia di
Ceraulo vennero condannati a pesanti pene – fino a 10 anni di carcere – quattro
esponenti mafiosi: Francesco Russo, detto Diabolik, Michele Siragusa, Giovanni
Battista Marino e il pentito Maurizio Spataro. Assolto, invece, Domenico Marino che Ceraulo aveva anche accusato. In aula, davanti ai giudici, il commerciante
che, in una prima fase delle indagini sulle intimidazioni subite non aveva ammesso di pagare il pizzo ed era finito sotto inchiesta, ha ricostruito anni
di soprusi: ”Ho subito diversi danneggiamenti. – ha raccontato -. Vetri rotti,
macchine distrutte, colla Attack nei lucchetti. Poi ho detto basta”.
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