PALERMO – Il pm di Palermo Geri Ferrara ha chiesto il rinvio a giudizio di Stefano Biondo, Fabio Chianchiano, Rosario Sgarlata e Claudio Viviano, accusati, a vario titolo, dell’omicidio di Fabio Mazzè, pregiudicato per mafia, ucciso allo Zen a marzo scorso. Biondo e Chianchiano, secondo la Procura, sarebbero stati i killer che fecero fuoco sulla vittima. Il pm contesta ad entrambi anche la detenzione illegale di armi e l’avere sparato contro l’abitazione di Michele Moceo, amico di Mazzè che doveva essere il secondo obiettivo del commando. Rosario Sgarlata e Claudio Viviano sono accusati, invece, di favoreggiamento. Il delitto sarebbe stato determinato dalla violenta lite scoppiata tra Fabio Chianchiano e uno dei nove fratelli di Mazzè, in un bar dello Zen. Le telecamere del locale ripresero la scena. Qualche ora dopo Mazzè fu affiancato da un’auto blu con due persone a bordo che scesero e gli spararono. Un’esecuzione in piena regola. La vittima fu colpita alla testa e il proiettile gli trapassò il cranio, ma non morì subito. Casualmente passò un’ambulanza chiamata dai familiari di un anziano che si era sentito male. Il mezzo venne fermato e Mazzè fu soccorso, ma morì all’ospedale Villa Sofia. Qualche ora dopo due uomini col volto coperto da un cappuccio – per gli inquirenti anche in questo caso sono Chianchiano e Biondo – si presentarono a casa di Moceo, anche lui, come Mazzè a cui era legatissimo, con precedenti in indagini di mafia, e spararono contro la sua abitazione. (ANSA).
Chiesto il rinvio a giudizio di Stefano Biondo, Fabio Chianchiano, Rosario Sgarlata e Claudio Viviano.
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