Orban 'tradisce' Salvini | Non va all'incontro

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Commenti

    Una bella compagnia, non c’è che dire… i leader della paura

    Più che Orban e Salvini il vero problema sono gli ungheresi e gli italiani che vanno ciecamente appresso a questi due despoti.

    In compenso una minima parte,molto minima di Italiani vanno appresso al tuo sindaco.

    tu invece sei uno YESMAN

    Ma invece di dire sempre le stesse cose senza senso, perchè non vi chiedete le ragioni di come mai tanta gente vota per questi individui? Ci vorrebbero meno pregiudizi ideologici e più ascolto ai bisogni reali di chi vota ma la sinistra di adesso non cambierà mai ed è destinata a perdere sempre più voti con queste politiche. Eppure un tempo in Italia il PCI era il partito delle masse e dei lavoratori ed aveva leader di tutto rispetto, non certo le mezze figure di adesso!!!!!

    In compenso una minima parte,molto minima di Italiani vanno dietro al tuo sindaco.

    Per fortuna che non vadano dietro Lei, la sinistra e Orlando.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.

E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).

L'Etna fa venire a galla tutte le fragilità della Sicilia dovute all'indolenza, all'incompetenza della politica cosi attenta al proprio potere mentre l'ammalato Sicilia muore. Non è solo l'aeroporto ma tutti collegamenti che non funzionano. Le autostrade, le ferrovie sono da terzo mondo. Lombardo Crocetta, Mussomeci e Schifani si sono rivelati incapaci. Il caldo, la siciità e gli eventi naturali evidenziano i disagi dei siciliani e di conseguenza ci fanno giudicare dal mondo intero. In questo contesto si parla di Ponte sullo stretto.

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