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Quando ci sono gare e competizioni in citta' siete a centinaia a fare servizio perche' vi pagano doppia giornata e straordinari . Nei giorni normali siete tutti imboscati e ci fate vivere in mezzo al traffico ,perche' non vi posizionate nei punti strategici della citta'e cercate di farci vivere meglio ? Volevo anche dirvi che in via ruggereo settimo girano a velocita' sostenute gli scooter elettrici guidati da bambini e da malacarni con la borsa a tracolla , perche' non fate questo servizio ?. Per la doppi a fila vi aspetto al corso OLivuzza.
La sanità che vorrei: ridurre l'overbooking, migliorare l'ascolto La testimonianza del paziente pubblicata da LiveSicilia racconta due facce della sanità: prima attesa, dolore e incertezza; poi competenza, umanità e fiducia ritrovata. Emergono due criticità strettamente collegate: l'overbooking dei pronto soccorso e la scarsa qualità della comunicazione. Come pretendere ascolto e gentilezza da operatori sovraccarichi, spesso esposti anche ad aggressioni? Ridurre gli accessi inappropriati potrebbe diminuire attese, tensioni e aggressività, restituendo tempo e serenità a chi cura. Perché non affiancare ambulatori di medicina generale ai pronto soccorso, collegandoli alle Case della Comunità, dove accompagnare i pazienti non urgenti dopo un'adeguata valutazione clinica? In Emilia-Romagna, Liguria e Valle d'Aosta esistono già esperienze di assistenza territoriale ad accesso diretto. Studiare e replicare i modelli virtuosi dovrebbe essere una regola della buona amministrazione. In Sicilia, invece, secondo i dati al 31 dicembre 2025, soltanto 2 delle 154 Case della Comunità previste erano pienamente operative: appena l'1,3%. Occorre inoltre rendere la buona comunicazione un compito istituzionale, misurarne la qualità, anche con sistemi automatizzati, e valorizzare chi sa ascoltare e informare. Una comunicazione efficace può prevenire incomprensioni, aggressività e contenziosi. La buona comunicazione non deve dipendere dalla sensibilità di pochi, ma diventare un dovere professionale e una garanzia per ogni paziente
Palermo è una città dalle grandi contraddizioni. Accanto alle sue ferite — povertà educativa, disoccupazione e lavoro precario, disuguaglianze, degrado urbano e ambientale, servizi insufficienti e periferie troppo spesso dimenticate — vive una straordinaria ricchezza di energie, competenze, creatività e passione civile. Ogni giorno associazioni, scuole, università, imprese, lavoratori, professionisti, realtà del Terzo Settore, comunità delle varie confessioni religiose, organizzazioni culturali e tanti cittadini costruiscono, spesso lontano dai riflettori, solidarietà, innovazione e speranza. Palermo è viva. E questa energia non può più rimanere dispersa. Le prossime elezioni amministrative possono rappresentare non soltanto un momento elettorale, ma l'occasione per aprire una nuova stagione di partecipazione e di responsabilità collettiva. Per questo chiediamo alla città di non partire dai nomi, dai partiti o dalle candidature. Partiamo da Palermo. Prima ascoltiamo i quartieri. Prima incontriamo i cittadini. Prima definiamo le priorità e costruiamo una visione condivisa. Solo dopo sarà il momento di individuare alleanze, candidature e responsabilità di governo. Vogliamo una Palermo nella quale nessuno sia costretto a partire per trovare lavoro, nella quale i giovani possano studiare, lavorare, abitare e progettare il proprio futuro; una città che investa nella scuola, nell'educazione e nella cultura, perché nessuna periferia sia condannata alla marginalità. Vogliamo una città policentrica, nella quale ogni quartiere sia protagonista e possa diventare luogo di partecipazione, incontro, servizi e progettazione del proprio futuro. Vogliamo una Palermo verde, sostenibile e accessibile, capace di affrontare il cambiamento climatico, curare gli spazi pubblici, migliorare la mobilità, tutelare il patrimonio naturale e garantire servizi dignitosi in ogni parte della città. Vogliamo una città che non lasci indietro nessuno: anziani, persone con disabilità, famiglie in difficoltà, persone senza dimora, migranti e quanti vivono condizioni di fragilità. Il Terzo Settore e il volontariato devono essere riconosciuti come protagonisti delle politiche pubbliche e della costruzione del bene comune. Vogliamo istituzioni trasparenti, competenti e responsabili, nelle quali il cittadino non debba chiedere favori, ma possa esercitare diritti. La legalità deve diventare qualità quotidiana delle istituzioni e della vita democratica. E vogliamo che Palermo ritrovi pienamente la sua vocazione mediterranea. In un Mediterraneo attraversato da guerre, conflitti, migrazioni e disuguaglianze, Palermo può essere luogo di incontro tra popoli, culture e religioni, laboratorio di dialogo, cooperazione e pace. La sua storia e la sua posizione geografica le affidano una responsabilità particolare: costruire ponti, educare alla nonviolenza, promuovere il dialogo interculturale e rafforzare le relazioni con le città e le comunità delle diverse sponde del Mediterraneo. Ma soprattutto vogliamo restituire ai cittadini il ruolo di protagonisti della democrazia. La partecipazione non può essere limitata al giorno del voto. Deve diventare una pratica quotidiana: nei quartieri, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, nelle associazioni e negli spazi della città. I cittadini devono poter proporre, discutere, controllare e valutare le scelte pubbliche.
E noi che abbiamo fatto il COVID lavorando con le cooperative negli ospedali a Catania, e provincia questo e stato il merito che ci hanno dato, siamo inquadrati come ausiliari e pulizieri, e dobbiamo fare pure il concorso ma va.........
Chi contrasta e contesta la RAP MANGIASOLDI CHE NON HA MAI E NON DARA MSI UN OTTIMO SERVIZIO ALLA CITTÀ???


Giambrone sindaco subito e Catania vicesindaco! Diamo continiutà alla “Visione”
Ollando, invece, arcivescovo di Palermo honoris causa!
“Una unione di minoranze, in cui nessuno ha la maggioranza”……………….in pratica come applicare in politica il voto capitario tipico del sistema societario cooperativo nel quale ogni socio è titolare di un singolo voto indipendentemente dal numero delle azioni possedute o rappresentate……..Dopo la scadenza del mandato da sindaco vedo per Leoluca Orlando un grande futuro a capo di qualche grossa cooperativa emiliana (più o meno rossa).
Il problema di Palermo siamo noi palermitani, a prescindere da chi amministra.
parole sante
Le centinaia di bare accatastate sono il simbolo che Palermo è ridotta a brandelli, moralmente e materialmente
capitale dell’annuncismo, ferma da settanta anni- la stampa faccia di più
Il professore ..Orlando la sua giunta ha perso tantissimi milioni gia’ stanziata per mancanza di progetto ultimi MILIONI DI EURO quelli persi per il Ponte Corleone e Svincolo Perpignano…una vergogna nazionale questa amministrazione e i suoi consiglieri di maggioranza
Caro Sindaco buongiorno, sono un tuo elettore Macon rammarico devo dirti che Palermo, nonostante le sue bellezze è un decadimento. Oltre alla spazzatura è mai possibile che non si riesca a portare aziende come ikea, decathlon etc etc. Porterebbero benessere ed invece chiudono tutti. Devi far qualcosa. Grazie
Le strade dissestate di questa città sono l’unica “visione” che ci viene offerta ogni giorno.
Nessun dittatore ha imposto Orlando, quindi i palermitani si tengano tutto lo schifo che c’è .
ormai di politica e società, per l’età, ho smesso di preoccuparmi. se avessi voglia e tempo, mi metterei ad analizzare, con il metodo a scalare, la materia viva della città, cioè 650.000 abitanti, a cui sottrarre: tutti quelli che lasciano la macchina in doppia/tripla fila; viaggiano a sbafo sui mezzi pubblici; ambulanti e non abusivi; posteggiatori; lavavetri; occupanti abusivi di case e/o immobili in genere; falsi invalidi; falsi percettori rdc; la pletora di dipendenti pubblici assunti (stabilizzati) senza concorso; amministratori pubblici che con il giochetto delle commissioni lucrano sull’orario inizio/fine; dipendenti pubblici che rubano sui mezzi di lavoro; gente con motori, motorini e velocipedi in genere che vivono di slalom. potrei continuare per ore, ma la domanda che mi pongo, per usare la metafora del capolinea, è: ma in questo mezzo pubblico, quanti ne rimarrebbero?
nessuno!
appunto. grazie per aver capito…
magistrale intervento della consigliera Argiroffi! L’unica donna che con coraggio ha gridato la verita’ su Orlando troppo in gamba per non sapere!
E’ il fallimento di una narrazione che non funziona più, da tempo. L’articolo richiama l’assenza di una visione coerente per la maggioranza e la ricerca di uno strapuntino per le opposizioni. Vero. Se c’è una vera colpa quella è da ricercare nella forma di ignavia di una classe dirigente (?) che si è cullata sulla figura del demiurgo, che ha colto piccoli frutti e abbandonato la ricerca di un progetto responsabile, coinvolgente e inclusivo, con una visione dettata dalle esigenze dei tempi e dalla modernità dello sviluppo. La politica cittadina è stata costruita sul bianco (Orlando) e il nero (tutti gli altri), nel chiuso delle consorterie, dei club e dei salotti gattopardeschi, sotto la coltre della puzza snob di una nobiltà decaduta o del sottoproletariato (ancora uso questo termine, attuale) urbano.
Ogni tentativo di novità è stato stroncato sul nascere e il pensiero libero, competente, allontanato e tacciato di velleità illusorie: solo Lui, il fiero paladino, poteva dare risposte, chi meglio di Lui (il paladino).
Poi è stato gioco facile, retorica (antimafia, diritti negati – quali?), nani e ballerine hanno avuto il sopravvento.
Oggi raccogliamo macerie.
Sono assolutamente d’accordo.
certamente si poteva fare meglio. Certamente le scelte sulla RAP sono state fallimentari ma parlare di una città al capolinea non è accettabile. Molto è stato fatto (basti pensare a quanto Palermo sia diventata meta turistica in soli 8 anni, grazie alle scelte di GESAP e le pedonalizzazioni) . E poi guardando al passato, ha dimenticato la fallimentare gestione Cammarata ( a proposito di rifiuti, mentre l’AMIA sponsorizzava tornei a Dubai l’immondizia arrivava al primo piano)?
il reuccio ollando e’contento,stanno arrivamndo centinaia di clandestini a palermo e lui gode
Commento impeccabile, sia nella forma che nella sostanza. Complimenti!
Senza voler fare qualunquismo, credo che il limite di questa sindacatura sia stato il dover aprire ai partiti per le nomine di assessori e di cda delle partecipate. Non perché la cosa sia sbagliata a prescindere ma perché i partiti hanno candidato soggetti impreparati ed inadeguati
Già, la grande “VISIONE” della munnizza sparsa a tignitè!
Ogni città merita il sindaco che elegge, e i palermitano non possono dire di non conoscerlo il sindaco lui la fa dal 1985 – ma lo sa fare? bohh
Però abbiamo i progetti per ampliare i tram, specialmente quello X mondello, che ancora aspetta le fognature e lo spazzamento delle arterie secondarie sospeso più di un anno fa….e il tanto decantato centro di raccolta ingombranti e il porta a porta. W il Sindaco
Orlando Cascio ha portato Palermo e i palermitani al capolinea del nulla: dove è impossibile pensare e programmare il futuro avendo alle spalle una lunga fila di ieri che hanno prodotto soltanto macerie. Sulle quali sventola la bandiera di un istrionismo sinistro.
Orlando che festeggia inutilmente perchè non ha capito che è lui che non ha vinto, è la città di palermo che ha perso
Quando finalmente tra 2 anni se ne andrà la città sarà liberata, come fece Santa Rosalia. Forse cosi i palermitani avranno di nuovo la loro città, coi servizi che pagano, senza atti di arroganza giustificati da visioni. Quando finalmente se ne andrà ci sentiremo finalmente liberati.
fantastico commento, ironico e arguto, soprattutto nella parte “…coi servizi che pagano…”
ad alcuni utenti non è chiaro un concetto: non è che le opposizioni rappresentano un’alternativa. a parte che è fallita la loro spallata al sindaco e alla giunta, ma anche se fosse passata, le opposizioni sarebbe state divise in 5 se non addirittura in 6: destra sovranista (lega, fratelli d’italia), destra moderata (diventerà bellissima, forza italia), centro (cattolici, moderati, udc, sicilia futura), cinquestelle, ex cinquestelle che guardano a sinistra (oso), moderati di centrosinistra (ferrandelli, più europa, calenda…). Non c’è una cosa che accomuni tutte queste opposizioni. Hanno visioni opposte in tutto, dalla politica locale a quella nazionale, dalla politica economica a quella internazionale.
troppi partiti e troppi onorevoli, sembra di essere in una riunione di condominio, dove nessuno si mette daccordo
Colpa del sindaco, dei partiti, tutti, dei burocrati comunali, della classe dirigente, delle ditte/cooperative che si litigano questo o quell’appalto e della cittadinanza che anela al vantaggio personale. Con queste premesse non c’è altra prospettiva che il peggioramento.
Con Cammarata abbia vissuto la stessa situazione, non è cambiato nulla, non resta che aspettare la prossima amministrazione, ma niente illusioni.
Mi aspettavo una situazione del genere.