'Padre nostro', i soldi non ci sono | Decreto ingiuntivo alla Regione

‘Padre nostro’, i soldi non ci sono | Decreto ingiuntivo alla Regione

Un particolare del campetto del centro

Commenti

    I politicanti regionali sono pronti ad apparire alle inaugurazioni ma ad ora di tirare fuori i soldi dovuti non si trovano una lira in cassa e hanno pure il coraggio di parlare di un mega centro direzionale , ma con quali soldi lo vogliono costruire , questi gli unici soldi che troveranno sempre saranno quelli per i loro stipendi prima e poi quelli per. I loro consulenti e noi allora diamo un bel segnale con le europee per poi dargli la batosta allle regionali e c’è li liquidiamo tutti

    In Regione sempre pronti per gli sprechi. I soldi per la fatica di stare tra le persone vere, in carne ed ossa, che faticano e ci provano con passione, quelli non li trovano.

    Ma se la Rgione Sicilia è la più pignorata d’Europa a chi li fanno i decreti ingiuntivi. Bisogna farla fallire.

    Ma la ex tabella h, se non sbaglio non conferisce finanziamenti ma contributi. La differenza è notevole. Un contributo è dato su un progetto che viene presentato e che va realizzato comunque per intero e quindi coofinanziato. A vedere la delibera dei contributi dati. Il centro padre nostro ottiene 417mila euro a fronte di un progetto di circa 1,3 milioni di euro. La domanda quindi è :mancano questi 250 mila euro della regione o piuttosto non ha i rimanenti 900 mila euro di coofinanziamento? Perché se poi alla fine dovesse essere così, potremmo essere in presenza di un progetto farlocco per non dire gonfiato nei suoi costi.

    Poi ti meravigli che padre Puglisi, prima di morire, non trovava mai soldi. E certo, servivano per gli amici degli amici! VERGOGNA!

    Naturalmente la Regione Siciliana con il consueto comportamento masochista che la contraddistingue da sempre non pagherà affatto ed il Centro Padre Nostro dovrà necessariamente arrivare al pignoramento. Del resto la Regione è l’ente pubblico più pignorato al mondo intero per cui un pignoramento in più o in meno può fare solo solletico, anzi non contenta di perdere tutte le cause la Regione gode a non pagare mai subito perchè preferisce farlo quando gli importi sono notevolmente aumentati di interessi, spese legali ed atti di precetto promossi dagli avvocati delle controparti. In testa alla classifica della goduria per assessorato c’è quello dell’Istruzione e Formazione Professionale, colpito da anni da migliaia di pignoramenti promossi da enti di formazione, dipendenti ed ex dipendenti degli stessi che fra poco oltre le somme sui conti pignoreranno perfino le sedie ed i tavolini di dirigenti ed impiegati. Ma d’altronde, lo ripeto, quando si è incorreggibili masochisti come alla Regione Siciliana si gode ancora di più quando la situazione comincia a peggiorare e fare male…..

    Se così fosse l’Avvocatura dello Stato alla quale si appoggia la Regione Siciliana (che non si degna di avere una propria avvocatura malgrado regio0ne autonoma a statuto speciale) penso si sarebbe già espressa…..vuol dire niente…..

    La Regione soccombe per il semplice motivo che non è difesa adeguatamente. Soccombe quasi sempre se la controparte si avvale di avvocati almeno mediocri.

    Ma una verifica se ad esempio il dipartimento di competenza abbia assunto l’impegno? Perché se l’impegno è assunto non si può parlare di debito fuori bilancio e se non è stato corrisposto alcuna somma, è perché trattandosi di spese non obbligatorie in presenza di esercizio prima e gestione poi provvisoria non si può procedere a pagamenti. E il decreto di impegno, è del 21 dicembre del 2018.Per quanto poi riguarda la qualità del progetto, vorrei capire cosa doveva guardare l’avvocatura o chi per lei. Forse è il bando che andrebbe rivisto.

    La cosiddetta tabella h resta un oggetto incomprensibile dentro un meccanismo clientelare che non premia anzi non valuta neanche il merito o l’impegno. La sensazione è che taluni enti hanno una sorta di diritto ad esistere separato dal prodotto per cui dicono di esistere.

    La regione non paga perché non esistono responsabilità etiche o in solido, se paga il doppio del dovuto il costo sarà spalmato sulla comunità. Nessuno si chiederà che fine fanno i soldi elargiti ai privati tutti ci chiediamo perché abbiamo servizi pubblici scadenti.

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Siamo abituati agli schiaffi salutari che la chiesa cattolica propone ai politici locali al governo, politici che per altro da sempre millantano appartenenze cattoliche, meno frequenti e forse altrettanto salutari sono le domande che la chiesa dovrebbe farsi sulla propria di presenza, sia in termini di servizi che un tempo erano capillari, mi riferisco a salesiani e vincenziani per esempio, sia ad un certo modo di vivere le fede in luoghi dove alla sobrietà che ti aspetti da una presunta povertà si oppone una ostentazione di ricchezza arrogante e pacchiana che non si capisce cosa abbia a che fare con il messaggio di Cristo. Per farla breve oltre ai servizi pubblici ormai totalmente assenti o rassegnati si associa una chiesa, che da quanto visto in questi giorni sembra affollare più i quartieri bene che le periferie e che in luoghi come lo zen e brancaccio sembra più un oggetto da vandalizzare come una qualsiasi panchina, tranne quando serve ad un video di matrimoni, battesimi etc. Ci dica la Curia cosa ha in campo allora, oltre alle critiche sacrosante ma anche facili, ai politici e alla classe dirigente locale che in gran parte si dice appunto cattolica

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