PALERMO – Il centrosinistra alla ricerca di una quadra in vista dell’appuntamento con le amministrative palermitane. Domani pomeriggio Pd, M5S e forze di sinistra e civiche faranno il punto per trovare una sintesi. Un modo per stoppare le varie fughe in avanti che hanno scandito le ultime settimane sulla rive gauche e compattare il campo. Antonio Ferrante, presidente regionale del Pd, assicura che il lavoro di mediazione andrà a buon fine e lancia un segnale ai compagni di partito meno allineati con la maggioranza dem: “Le primarie sono un mezzo, non un fine”. Il punto di partenza? I programmi.
Ferrante, nel centrosinistra palermitano regna sovrana la confusione. Me lo conferma?
Capisco che il susseguirsi e l’alternarsi di voci, che spesso possono apparire contraddittorie, possa ingenerare il senso di confusione. Io dall’interno vedo una fase di assestamento della coalizione con il movimento Cinquestelle, le forze di sinistra e civiche. Adesso stiamo lavorando al programma, prestando attenzione alla situazione nazionale le cui evoluzioni sono imprevedibili.
Riuscirete a fare sintesi?
Abbiamo una coalizione che, per la prima volta, riesce a mettere insieme partiti, movimenti e forze civiche. Il programma è l’elemento di sintesi sul piano valoriale e concreto. L’importante è che ogni forza trovi la sintesi al suo interno, a partire da noi.
Come valuta l’ipotesi delle primarie avanzata da variati compagni di strada?
Le primarie le abbiamo introdotte noi, ma restano uno strumento, un mezzo e non un fine. Bene che ci siano già delle proposte, ma dovremmo evitare fughe in avanti o aut aut. Alle destre che sfornano un candidato al giorno dobbiamo contrapporre idee e progetti prima che nomi di candidati sindaci o, nel nostro caso, di capolista.
Le amministrative sono le prove generali delle regionali. Queste discussioni non rischiano di indebolirvi?
Se la coalizione mostra unità e condivisione del percorso, come già accaduto nelle scorse amministrative, sarà convincente quindi vincente anche alle regionali. Il legame tra i due momenti deve essere programmatico, non strategico. In questo il Pp ha fatto e continuerà a fare la propria parte.

