Palermo, a Palazzo Drago Airoldi le Connessioni di Simone Lingua - Live Sicilia

Palermo, a Palazzo Drago Airoldi le Connessioni di Simone Lingua

La personale dell'artista inaugurata domenica 25 giugno

PALERMO – L’arte contemporanea incontra le opere architettoniche di Palermo con l’intento di unire luo-ghi e persone guardando al futuro. Connessioni è il titolo della mostra che è stata inaugurata domenica 25 giugno, a Palazzo Drago Airoldi. Una personale di Simone Lingua, la prima a Palermo, curata da Tiziana Tommei, promossa da Domus Art Gallery Athens, patrocinata dal Comune di Palermo e realizzata grazie al contributo di Fondazione Pietro Barbaro. La mostra si compone di due parti tra loro connesse: da una parte il primo atto di un progetto più ampio legato alla città di Palermo, dall’altra una serie di opere cinetiche ed installazioni site-specific. Palazzo Drago diventa strumento creativo, non mero contenitore o sfondo, e tutto si sviluppa attraverso il concept dello specchio, una costante dell’opera dell’artista. Lo specchio, con le sue molteplici potenzialità e poliedriche valenze, immerge attivamente il visitatore in una dimensione in cui confluiscono cinetica, rifrazione e alterazione della realtà. Connessioni multiformi, in un’esposizione che unisce, lungo un percorso che diviene metafora della contemporaneità, frammentato e stratificato, a tratti destabilizzante, ottenuto dalle superficie riflettenti.

“Connessioni è un esperimento. – spiega Simone Lingua -. Ho immaginato le mie opere espandersi e moltiplicarsi in una miriade di frammenti. E così, come porzioni di specchio, invadere gli ambienti del Palazzo, secondo un ordine dettato dalle geometrie ar-chitettoniche e dalle opere. Dividere per riunire. Ogni frammento di specchio è uno stru-mento per instaurare nuove connessioni, tra le opere stesse, tra queste e l’ambiente, tra uomo e arte, e soprattutto tra gli esseri umani”.

La mostra vuole essere da un lato legame con i luoghi, ovvero la città e il palazzo, dall’altro relazione con le persone, con (e tra) i partners e i visitatori della mostra. Da qui il coin-volgimento di imprese e maestranze, sia del luogo che legate al lavoro del creativo.

“Abbiamo lavorato diversi mesi alla realizzazione di questa personale ospitata a Palazzo Drago Airoldi. – commenta la curatrice, Tiziana Tommei – Si tratta della prima mostra di Simone Lingua a Palermo e, auspichiamo, l’avvio di un sodalizio con la città e il territorio al fine di consentire lo sviluppo di una progettualità più densa e stratificata”.

Tutto ha inizio dal viaggio alla scoperta della città, dove Lingua rimane affascinato e cat-turato dall’energia panormita. Questa di fine giugno è una prima tappa: per il futuro pros-simo Lingua ha ideato uno studio per installazione che coinvolgerà il tessuto urbano, da Porta Felice a Porta Nuova, lungo l’asse del Cassaro. Un disegno parte di Con-temporary Illusions, concept che mette in dialogo arte, architettura e natura mediante

l’applicazione di specchi sulle superfici di edifici e monumenti storici delle principali città italiane. Dopo Firenze, Roma, Pisa e Gaeta, ora a Palermo.

LA MOSTRA

La mostra, il cui protagonista indiscusso è lo specchio, apre con una pioggia di linee so-spese al centro del cortile d’onore. Dall’esterno all’interno, negli ambienti del piano terra e nei saloni di rappresentanza, trovano connessione scultura, design e installazione: il plexiglass e l’acciaio Supermirror (materiali propri della ricerca dell’artista), il vetro e lo specchio, i led, entrano in simbiosi con intonaci, pietra, modanature e affreschi, mentre l’arte cinetica, trait d’union del progetto espositivo, incontra la classicità dell’eclettismo pa-lermitano. Nelle creazioni di Lingua la messa in movimento dell’opera è demandata allo spet-tatore: è lui stesso che induce l’effetto cinetico. Lungo l’iter tracciato tra gli spazi del palazzo, lo spettatore è invitato a rapportarsi con gli effetti di specchi diversi in cui riflettersi collocandosi nell’ambiente circostante e per specularità nelle opere. Specchi sospesi nella corte; specchi che si innestano come fenditure tra le pietre delle scuderie; specchi in forme concave e convesse che alterano illusoriamente l’ambiente; specchi che includono spazio e opere. L’invito è a guardare all’ambiente in maniera inedita, è un’esortazione ad in-terrogarsi su possibilità e limiti della percezione. Lo specchio amplifica e si fa strumento di connessione. Un continuo dialogo in cui il visitatore è chiamato ad osservare se stesso e la realtà, se stesso in rapporto all’ambiente e alle molteplici potenzialità della percezione. L’edi-ficio, Palazzo Drago, scelto per la sua posizione e per le sue peculiarità storiche e architet-toniche, contribuisce alla messa in scena dei meccanismi di visione e percezione alla base del dialogo con le opere.

“Per la prima volta si mettono in connessione opere e installazioni site-specific con in-terventi volti ad amplificare e diversificare gli effetti cinetici, di rifrazione e di alterazione della realtà, sempre insiti nella poetica del creativo. – spiega Tiziana Tommei – “Con-nessioni” è il principio che ha determinato il disegno della mostra nella sua totalità. Come di consueto, l’opera dell’autore si dispiega su livelli distinti, ma complementari: l’aspetto più subitaneo, emozionante e coinvolgente che trascina nell’opera si compenetra con un impatto più potente e complesso, affatto facile e che rifugge qualsivoglia immediatezza, divertissement o intento ludico”.

E per la prima volta, all’interno della mostra, sarà anche possibile ammirare la linea di gioielli ideata da Simone Lingua e realizzata da SEMAR: Klinve. Creazioni in oro bianco 18 carati e vetro zaffiro, nate dal connubio tra arte orafa e arte cinetica, design e alto arti-gianato.


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