Palermo, Mirri a 360 gradi: "Commessi errori a tutti i livelli"

Palermo, Mirri a 360 gradi: “Commessi errori a tutti i livelli”

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Commenti

    Caro Dario Mirri certi errori anche economici oltre che sportivi lasciamoli fare a gente come Urbano Cairo, presidente del Torino oltre che proprietario di Corriere della Sera – Gazzetta Sport e La7, che in virtù della propria posizione economica ha le spalle tanto larghe da potere sopportare anche a lungo situazioni negative. Il Palermo deve ragionare come il Catania che essendo da diversi anni in serie C credo abbia imparato, dopo innumerevoli errori, a convivere con questo difficile campionato ben diverso sia dal punto di vista sportivo che economico da quelli superiori….

    Il presidente Mirri e troppo modesto; il Palermo ha le carte in regola per disputare la champion anche perchè ha l’allenatore piu’ bravo del mondo !

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Onorevole, un grande passo avanti: il suo abc, Analisi, Bisturi, Contesto, è altra cosa rispetto all'abc, Amici, Burundi, Cannoli, che la sua parte politica ha utilizzato (utilizza ancora?). Ed era di facile realizzazione, si figuri che alcuni amici sono rimasti in attesa. Onorevole, sarà dura per lei. Auguri! Anche a noi.

Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.

E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).

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