Palermo, al via l'undicesima edizione di "Classici in strada"

Palermo, al via l’undicesima edizione di “Classici in strada”

Oggi il via con Agorà, Assemblea dei bambini della città (nella foto un momento dell'ultima edizione)

PALERMO – Al via giovedì 15 maggio a Palermo, con l’evento AGORA’, la XI edizione dei Classici in strada dedicata alla Partecipazione democratica e al prendere la parola in assemblea: ‘Chi ha da dire qualcosa di utile per la città?’.

Le parole delle Donne in Assemblea, Lisitrata o degli Uccelli di Aristofane o dell’assemblea de La fattoria degli animali di George Orwell e di tanti altri testi della letteratura antica e moderna, risuoneranno attraverso il racconto ad alta voce, il teatro, i linguaggi dell’arte, della musica e dell’opera dei pupi per le strade, i cortili, le piazze e i musei della città. Le animazioni, curate dalle scuole di ogni ordine e grado della città di Palermo, di Bivona e Ribera, avranno luogo in varie piazze e quartieri dal 15 al 25 Maggio.

Si aprirà il 15 Maggio con una vera e propria assemblea cittadina, un’AGORA dei bambini e bambine con il sindaco Lagalla, poi la grande manifestazione delle Scuole in strada sabato 17 Maggio e chiusura il 2 4 e 25 a piazza Croce dei Vespri con gli spettacoli finali.

Giunto alla XI edizione, Classici in strada è un vasto progetto di rete che dal 2013 unisce scuola, Università, carcere e associazioni del territorio in un lavoro comune di studio, lettura, scambio e azione sotto il patrocinio del Comune dei Palermo e dell’USR Sicilia A-1 Palermo.

Dal primo evento realizzato, Omero a Ballarò nel maggio 2014, il progetto vanta oggi quasi trenta scuole in rete di ogni ordine e grado della città di Palermo, insieme a due licei della provincia di Agrigento da poco aggregati, ed è in continua crescita con migliaia di studenti dai 6 ai 20 anni coinvolti negli eventi realizzati nel corso degli anni.

L’azione dei Classici in strada è semplice: la parola della grande letteratura esce fuori dalle aule e dalle biblioteche per arrivare nelle strade, nei quartieri segnati da alto disagio sociale e dispersione, nel carcere. La parola crea legami tra studenti piccoli e grandi e, come un filo sotterraneo, cuce tra loro i luoghi più distanti e, talora, più emarginati della città. Piazze e cortili di Ballarò, Borgo Vecchio, Danisinni, Brancaccio o Ucciardone sono divenuti così teatri di incontro e azione cittadina.

La letteratura si studia a scuola ma anche in palestra, cucendo vestiti, montando luci e impianti, dipingendo pannelli, riscrivendo i testi, rappresentandoli in scena, raccontandoli in strada. Il testo diventa un ‘pretesto’ per incontrarsi, il filo sottile per cucire insieme realtà umane distanti.


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