PALERMO – Ci sono voluti nove anni per la sentenza. Tutti assolti gli imputati per l’omicidio colposo di una paziente. Sotto processo c’erano Gaspare Gulotta, ex direttore della Chirurgia d’urgenza del Policlinico (difeso dall’avvovato Mario Bellavista) e buona parte del suo team: Salvatore Napoli, difeso dall’avvocato Giuseppe Geraci, Giuseppe Profita (avvocati Anna Maria Lucania e Giuseppe Calabrese), Francesco D’Arpa (avvocato Michele Di Pasquale).
Il processo riguardava la morte di Rosaria Venutelli, madre dell’assessore regionale Alessandro Dagnino, parte civile al processo assieme ai familiari. “È una decisione che lascia molto perplessi e che ci riserviamo di appellare dopo aver letto le motivazioni, fermo restando il parallelo giudizio civile”, spiega Dagnino.
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Il decesso avvenne il 12 dicembre 2017. Il giudice Riccardo Corleo si è pronunciato nel merito nonostante la prescrizione. L’assoluzione è con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Un processo lunghissimo con sei consulenze tecniche e l’esame di decine di testimoni. La donna aveva 70 anni. Era stata ricoverata il 30 novembre per una colecistite acuta. Secondo l’accusa, che non ha retto al vaglio del giudice, i medici non avrebbero somministrato alla paziente un’adeguata terapia antibiotica e non avrebbero eseguito l’intervento di rimozione della colecisti che avrebbe potuto salvarla.




