PALERMO – Nella zona di viale Michelangelo è conosciuto con il nomignolo “Ti scricchio” (ti disintegro, nel senso di fare del male ndr). Il soprannome di Giuseppe Cintura non preannuncia nulla di buono. Sarebbe il capobanda dei nove arrestati nel blitz della squadra mobile ritenuti responsabili di diversi assalti, soprattutto in due bar.
I Cintura e i precedenti arresti
Un drappello di persone avrebbe seminato il terrore fra i negozianti di una grossa fetta di città che si estende da Borgo Nuovo fino in viale Regione siciliana. Cognome noto quello dei Cintura, saltato fuori in diverse inchieste: dai finti incidenti provocati dagli spaccaossa ai furti di rame, passando per la droga. Il fratello di Giuseppe Cintura, Salvatore Paolo, soprannominato Buddha per la sua stazza, l’anno scorso è stato condannato a 19 anni perché avrebbe gestito le piazze di spaccio a Borgo Nuovo, Cep e Cruillas.
Gli agenti della Mobile, diretti dal dirigente Antonio Sfameni e coordinati dai pubblici ministeri Maurizio Bonaccorso e Vittorio Coppola, hanno ricostruito le scorrerie che hanno colpito soprattutto due bar. Il gruppo, poi identificato anche grazie alle telecamere, arrivava e pretendeva di mangiare gratis. Rosticceria, birra, gelati: razziavano di tutto durante gli assalti nei bar. A volte andavano via con torte e soldi in contanti.
“Dacci subito da bere… altrimenti ti ammazzo”, urlavano ai banconisti che al minimo rifiuto venivano picchiati.
Un cliente ha chiamato il 112
Un bar ha iniziato a restare chiuso la sera, un altro ha preferito cedere l’attività. Stessa cosa ha fatto un barbiere. Ad assistere alla violenza a volte c’erano i clienti. Uno di loro ha chiamato il 112: “Vanno in questo bar, sanno di non pagare nulla. Girano il bancone, abbracciano la ragazza, maltrattano il personale, sbattono i pugni, sedie a terra, succede il finimondo”.
Si viveva nel terrore. “Basta che non alza le mani” diceva il figlio del titolare prima di consegnare le torte gelato agli indagati. Era disposto a tutto pur di mettere fine alla violenza, ma sapeva già che sarebbero tornati. Ora gli arresti della polizia per gli assalti nei bar.

