Palermo brutta, sporca e cattiva | Santuzza, ora vieni a salvarci

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Commenti

    caro sindaco Orlando — il diverso — bisogna accettarlo, NON IMPORCELO, è proprio questa la sottile differenza che lei non vuol capire, nè lei nè tutti gli altri che la pensano come lei, non creda che abbiamo paura del diverso, che siamo questi o quelli , la Sicilia con le tante dominazioni, siamo unici e diversi anche fra di noi, perchè dovremmo aver paura? TU VUOI IMPORRE IL TUO PENSIERO E MOLTA GENTE NON LO ACCETTA, rappresenti Palermo che ti ha eletto sindaco, ma sei sicuro che rappresenti il Cuore dei Palermitani?

    Scusi dott. Puglisi perchè il suo collega Toscano non ha posto al sindaco la giusta domanda su quanto dichiarato ieri dal comandante Marchese in ordine alle indagini giudiziarie svolte dai vigili e sui cassonetti che non venivano appositamente svuotati dagli operatori ecologici venendosi così a creare delle vere e proprie discariche a cielo aperto? Perchè?

    Santuzza ti prego libera ci da Orlando dalla sua giunta e dai consiglieri comunali!

    Non essendo i mortali comuni capaci di intervenire,spero che la Santuzza intervenga con un miracolo al fine di dare una sistemazione ai cani lasciati da chi viveva nel campo Rom della Favorita ,questi cani sia nella villetta adiacente al campo ,che nel viale interno che finisce alla Palazzina Cinese,un po’ prima di Villa Niscemi ,questi cani abbandonati si avventano e mordono giornalmente chi corre,ieri sera un ragazzo ancora una volta è stato assalito.E’una situazione pericolosissima,per questo chiedo un miracolo a Santa Rosalia.!!!!!

    Padre nostro che sei nei cieli / dacci oggi il nostro massacro quotidiano, / liberaci dalla pietà, dall’amore, dalla fiducia nell’uomo. / Dall’insegnamento che ci dette tuo Figlio. /

    Tanto non è servito a niente, / non serve a niente. / A niente e così sia.

    Oriana Fallaci

    si il momento sara’ brutto senz’altro ma la colpa e’ di chi la governa..!!

    Non esiste redenzione per un popolo che rifiuta l’idea di cambiare perché ritiene di essere perfetto

    Santa Rosalia dovra’ trovare tempo e pazienza per questa città, i suoi abitanti, i suoi amministratori. Non si distragga, per carità, che c’e’ bisogno di tanta ispirazione e di uno sguardo severo.

    Ottimo tempismo nel rispondere al sindaco , il giudizio su quale degli argomenti
    trattati ,sia il piu’ corrispondente alla realtà , dovrebbe essere data dai cittadini.
    Urge un confronto pubblico , o perché no , un giudizio sull’operato della giunta
    a metà mandato !

    Salvarci?
    Orlando chi lo ha votato scusate? La santuzza o i palermitani?
    C’erano già i disastrosi risultati del primo mandato e lo hanno riconfermato.
    Quest’anno eviterei i fuochi d’artificio.

    Quello che manca nell’analisi di Puglisi è il fenomeno dell’aumento esponenziale della munnizza che sta ad indicare che i poveri assoluti sono una forte minoranza e non quella monitorata dall’ISTAT (a cui sfugge il guadagno di coloro che lavorano in nero, che delinquono, che corrompono e si fanno corrompere) E quando si guadagna solo per spendere e consumare (senza che ci sia alla base l’apporto della cultura (che significa anche rispetto del proprio ambiente e del proprio territorio) questo è il risultato. Una città ridotta a pattumiera, sommersa dagli avanzi dell’ingordigia alimentare. Ormai su 10 negozi 8 si occupano di cibo e bevande perchè hanno capito che più che ai vestiti il palermitano tiene alla panza

    Cosa c’entra Santa Rosalia?Sono i palermitani che si debbono tagliare le mani .Era sotto gli occhi di tutti l’inadeguatezza e il fallimento di Orlando.Palermo tra le peggiori città d’Italia.Eppure i palermitani per fare un dispetto alla moglie si sono tagliati gli attributi.Adesso piangono.Ma è troppo tardi.Finirà come Catania ,se non peggio.

    Rappresenta egli stesso e quello che IN QUEL MOMENTO gli conviene! I palermitani siamo tutti “barbari” !

    Questa amministrazione si è distinta per la sua arroganza, le promesse elettorali mai mantenute e la capacità di fare gestire le aziende municipalizzate a persone del tutto incapaci. ANCHE QUESTO ORLANDO LO HA SAPUTO FARE RICORDATELO ALLE PROSSIME ELEZIONI

    Il pesce puzza dalla testa ………Orlando fa feto.

    C’è una piazzetta a Palermo intitolata a Gianfranco Vitocolonna,non so se era un cattolico so solo che nei pochissimi mesi che fu commissario al comune di Palermo espletò più miracoli di un santo,portando a compimento piccole leggi che i vari sindaci che lo hanno preceduto e succeduto non sono stati in grado di portare a termine,per motivi ovvi troppi legami con gli affaristi e burocrati del comune.La prima cosa da fare a Palermo sarebbe un commissario per più anni per fare tornare la città alla normalità,non e infatti normale che dove sorge la villetta intitolata a questo nobile ex prefetto sia circondata dal più profondo degrado,mercati abusivi,siti di spacciatori,ricettatori e chi più ne ha ne metta,sotto la benedizione di sindaco e amministratori,che farebbero un vero “MIRACOLO” togliendosi dalle scatole.

    Grazie dott. Puglisi per il delicato ricordo di Rita e delle donne che avrebbero potuto cambiare Palermo, senza arroganza

    pensano di essere i “MEGGHIU” …. invece …. poveri di……p

    cercate sempre la “Raccumannazzione”?? non potete Denunciare?ironia ahahah

    Una volta che neanche “La Santuzza”, riuscirà a svegliarvi dal vostro comodo torpore, cosa farete? Volterete le spalle anche a lei o finalmente vi tirerete su le maniche? Anche a Catania si battono il petto per quattro giorni, salvo che al quinto si riprende a calci un’intera città cercando di recuperare i 4 giorni persi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    X il si daco ipocrita, bendato, e che sa solo accusare senza guardarsi dentro, cara Santa Rosalia, pensaci TU

    Qui è l’errore palermitani! Dobbiamo essere noi palermitani a sapere ascoltare la Santuzza, soprattutto quello che ci direbbe oggi, da viva, come lo è in Dio per l’eternità Beata!

    E stasera quei palermitani a cui vengono attribuite tutte le colpe del pattume per strada, batteranno le mani, in segno di tripudio verso quest’Amministrazione, che non ha neanche l’umiltà di riconoscere la propria incapacità ed inefficienza?
    CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL………..

    Forse anche la nostra santa si è stancata di questa irredimibile Palermo.

    Anna Conti
    14 luglio 2014 alle ore 20:38 ·
    Palermo è come una bellissima donna Violentata, continuamente Maltrattata.Sicula Palermo,formosa ,con le tue montagne che d’estate ti infiammano,Solare ma bruci dentro di RABBIA, Splendente e azzurra come il tuo mare. La guerra tante ferite ti ha lasciato, nessuno dei tuoi ominicchi li ha curate.Le tue culture vogliono annientare, tu Palermo alza la testa e fatti RISPETTARE.L’aquila del malaffare è sempre in agguato pronta a sopraffarti. Arriva un sindaco e ti vorrebbe cambiare, ti rimette il vestito nuovo, tinge i tuoi capelli bianchi per poi trascurarti lasciandoti sporca , scolorita e lacerata, adesso sei vecchia è stanca…ma i giovani Onesti è forti non vogliono abbandonarti, lottano per risanare le ferite del tuo corpo, Curarti, Rispettarti,Amarti per L’ ETERNITA’. Anna Conti

    Orlando Cascio non ha mai nessuna colpe,e sempre pronto ad attaccare tutti come fece con Falcone firmando anche un esposto eppure,lui e figlio di Salvatore che Pio La Torre definì colluso con la mafia come Ciancimino confermò quindi,scenda dal piedistallo della legalità che proprio lui non può rappresentare!!

    Rappresenta la minoranza di questa città che lo vota.

    Già molto arroganti pensano di essere i padroni della città.

    Lo votano x abitudine.

    Quindi Roberto quella parte di popolo (minoranza) che vota Orlando non vuole cambiare, come dimostrato alle urne

    Questa città è abituata da generazioni ad essere passiva, rassegnata.

    ‘tra le mura di una città imprigionata’. Dal suo satrapo. Appunto. Tuttavia, Sant’ Agnese, ci indica la strada tutte le volte che ci ricorda che “Dio dice: aiutati, ch’io t’aiuto”. Ma a quanto pare i palermitani sono duri d’orecchio. E la Santuzza non può fare altro che aspettare il ravvedimento dei palermitani.

    E dai palermitani vastasi….

    E scendo in piazza solo per la retrocessione della squadra di calcio…..

    La Santuzza deve salvare Palermo , che amo tantissimo, da questa massa di inutili politici che lhanno portata nello sfacelo totale in cui si trova. Spero che molti illuminati palermitani, che ci sono,ma non vogliono immishiarsi con la munnizza,si convincano a scendere in campo ed a risollevare le sorti di questa bellissima città che in tanti ci invidiano.

    Santuzza liberaci dai fascisti e dai razzisti che osano snaturare la Palermo tutto porto e accogliente sin dalla notte dei tempi!

    Orlando parla della Rap come fiore all’occhiello del comune di Palermo , se ho ben capito,vantando che da Roma in giù è l’unica azienda a capitale pubblico. Forse non ricorda la Gesip , anch’essa a capitale pubblico, misteriosamente, o forse no, fallita. Il problema è proprio lui e la città di Palermo ne sta pagando le conseguenze.

    Prima deve liberarci degli elettori di Orlando.

    Prima deve liberarci dagli elettori di Orlando.

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Cosa vorrei per la mia Sicilia Alla fine di questa inchiesta, dopo avere letto tante voci diverse e riflettuto sui problemi, sulle proposte e sulle speranze che sono emerse, vorrei provare a dire, semplicemente, cosa vorrei per la mia Sicilia. Vorrei, prima di tutto, che i problemi della Sicilia smettessero di essere considerati un destino. Acqua, sanità, trasporti, infrastrutture, energia, ambiente, lavoro, formazione, ricerca, giovani che partono: ormai li conosciamo. L’indagine ha avuto il grande merito di farli emergere con chiarezza attraverso voci politiche, sociali e civili molto diverse. Poche le donne! Vorrei allora qualcosa di semplice: che si cominciasse dai bisogni reali e si costruisse intorno a essi una programmazione condivisa, trasparente e misurabile. Vorrei una politica capace di indicare pochi obiettivi concreti, dichiarare tempi e risorse, misurare i risultati e comunicarli continuamente ai cittadini. Non cinque anni di potere, ma cinque anni effettivi di lavoro per governare. Senza semestri o anni bianchi dedicati alla propria rielezione. Le buone politiche devono durare più delle persone che le hanno realizzate. Vorrei che destra e sinistra continuassero naturalmente a confrontarsi sulle soluzioni, ma che alcuni grandi problemi della Sicilia diventassero patrimonio comune e non ricominciassero da zero a ogni cambio di maggioranza. Vorrei che il voto non fosse il momento in cui il cittadino consegna il proprio potere per riaverlo cinque anni dopo. La partecipazione dovrebbe cominciare nell’urna, non finire lì. Obiettivi, avanzamento e risultati devono restare visibili e verificabili durante tutto il mandato. E, soprattutto, vorrei affrontare seriamente l’emorragia dei giovani. Non basta chiedere loro di restare: bisogna costruire le condizioni perché possano farlo. I bisogni della Sicilia sono ormai chiari: infrastrutture e trasporti, gestione dell’acqua e dell’energia, salute e assistenza, ambiente e rifiuti, digitale, ricerca, innovazione, servizi alle imprese. Da questi bisogni dovrebbero nascere il lavoro necessario e una formazione coerente con ciò che la Sicilia vuole diventare. Vorrei che Governo regionale, università, enti formativi e imprese lavorassero molto più strettamente insieme. La formazione deve restare libera e di qualità, ma deve conoscere i fabbisogni professionali del territorio. E imprese ed enti formativi dovrebbero essere incentivati e valutati anche sulla capacità di trasformare competenze in lavoro qualificato in Sicilia. Perché quando un giovane parte non perdiamo soltanto un lavoratore: perdiamo competenze, energie, famiglie future e nascite, accelerando l’invecchiamento della popolazione. E dopo avere sostenuto i costi della sua formazione, permettiamo ad altre regioni o ad altre nazioni di utilizzare quelle competenze. Vorrei poi una Sicilia nella quale Falcone e Borsellino non vengano continuamente trascinati nelle convenienze del presente, ma restino ciò che già sono: un sentimento vivo e comune, capace di ricordarci che questa terra possiede una straordinaria riserva di dignità civile. E vorrei un miracolo: la morte della corruzione. Vorrei che nella Sicilia dei nostri figli non ci fosse più bisogno di conoscere qualcuno, chiedere un favore o accettare un compromesso per ottenere ciò che spetta per diritto, per merito o per capacità. Vorrei che la rabbia non diventasse odio, disprezzo e rinuncia, ma partecipazione e proposta. Vorrei che le tante solitudini individuali si trasformassero in problemi condivisi e poi in azione collettiva. Perché una società coesa non si riconosce soltanto nella solidarietà: si riconosce quando chiede insieme che l’acqua funzioni, che la sanità curi, che le strade colleghino, che i giovani possano lavorare. Vorrei lasciare ai nostri figli soprattutto lavoro vero e dignitoso, perché il lavoro è l’arma più forte contro la mafia: rende le persone libere, riduce il bisogno e sottrae spazio al ricatto e alla dipendenza. E vorrei lasciare loro una Sicilia più verde. Gli alberi, il verde, la terra e l’acqua non sono soltanto risorse da amministrare: sono un patrimonio da custodire e curare con amore, perché appartengono anche a chi verrà dopo di noi. Vorrei infine che la politica ricordasse una cosa molto semplice: governare significa servire. Chi riceve il potere dovrebbe usarlo per costruire un sistema migliore e duraturo, non per consolidare la propria posizione. Forse è questo, alla fine, ciò che vorrei per la mia Sicilia: problemi meglio individuati, non promesse più grandi; sistemi capaci di funzionare, non uomini indispensabili; responsabilità condivise, non appartenenze contrapposte; risultati costruiti, misurati e lasciati in eredità a chi verrà dopo, non speranza affidata al caso. Perché amare davvero la Sicilia significa volerla consegnare ai nostri figli più libera, più giusta, più verde, più efficiente e con molte più ragioni per restare. Una Madre Siciliana

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