Ninne nanne, veleni, speranze | Il bambino adesso sta meglio

Ninne nanne, veleni, speranze | Il bambino adesso sta meglio

La mamma ha cercato di avvelenarli. Il più grave fuori pericolo. La mattina all'Ospedale dei bambini. Foto d'archivio

PALERMO – Il bambino che ha rischiato di morire per il veleno dei semi di oleandro è fuori pericolo: questa è la notizia che arriva, come un arcobaleno, dopo tanta pioggia. La mattina all’Ospedale dei bambini ha addosso odori di disinfettante, garze, lacrime: le tracce delle notti difficili che si vivono qui. Nel corridoio accanto alla rianimazione, una mamma coccola un mini-bimbo avvolto in un panno bianco. Gli canta una ninna nanna, con quelle parole speciali che solo le mamme e i figli riescono a percepire, a scambiarsi.

Il bambino che piangeva, non piange più e non è più qui, perché il peggio sembra ormai passato. Lui e il suo fratellino più grande, tenuto per prudenza sotto osservazione, ora, riposano nella stessa stanza, vegliati dai medici, dagli infermieri, dalla nonna e da una zia. C’è sempre il padre nei paraggi: vaga da un locale all’altro del nosocomio. Un ragazzo dello Sri Lanka che mastica poco l’italiano e che comunica, quando lo incroci, con uno sguardo smarrito.

La madre è piantonata all’ospedale Civico in stato d’arresto. Secondo le indagini, dopo una lite con il marito, avrebbe tentato di uccidere i figli e di suicidarsi con una zuppa di semi d’oleandro, che possono risultare letali, se assunti in quantità: l’accusa è di tentato omicidio. Per fortuna, il bambino di un anno avrebbe assaggiato appena qualche cucchiaiata, il secondo nemmeno una, grazie all’intervento provvidenziale della nonna.

Ha mangiato, finalmente, il bimbo che piangeva e adesso non piange più. Pappine, omogenizzati alla frutta e latte ne hanno calmato l’appetito e riempito lo stomaco svuotato dalla lavanda gastrica. Dorme, mangia e gioca con l’orsacchiotto marroncino che una dottoressa dal cuore sensibile gli ha regalato per compagnia notturna. E’ il fratello, in questo momento, a preoccupare un po’, per le sue condizioni emotive. Ha un’età che lo rende in grado di comprendere pienamente quello che è successo. Gli sarà fornito, forse, un sostegno psicologico. Intanto, i genitori del reparto in cui sono ricoverati hanno adottato i fratellini dello Sri Lanka che colmano di attenzioni, per la necessaria generosità delle corsie, perché mettono tenerezza per via delle pagine di cronaca che li riguardano.

E’ una mattina di serenità e di buone notizie all’Ospedale dei bambini di Palermo. Lo scivolo e i cubi di gomma accanto alla rianimazione sono quasi sottosopra: segno che qualcuno ci ha giocato. Le mamme cantano ninne nanne con quelle parole speciali e impercettibili che nessuno che è stato figlio dimenticherà mai.

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