PALERMO – Quattro alternative progettuali, un investimento da 210 a 350 milioni di euro e una tempistica stringente: completare i lavori entro la metà del 2031, sperando così di rientrare nel circuito degli Europei organizzati da Italia e Turchia.
Lo stadio “Renzo Barbera” si prepara a cambiare volto e a farlo in grande stile. Il club rosanero ha infatti presentato al Comune un documento di fattibilità, realizzato dallo studio Populous, che è il primo passo verso un progetto definito: oltre 160 pagine di grafici e tabelle per immaginare l’impianto del futuro.
Gli Europei
Il sogno nel cassetto dell’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla è di far rientrare la città tra le sedi delle gare dell’Europeo. Un obiettivo ambizioso ma non impossibile: Palermo, pur non rientrando nella prima lista provvisoria, ha bussato alle porte del governo e della Federazione ed è pronta a giocarsi le sue chance.
Il punto, però, è che il “Barbera” è un impianto che va ammodernato per rispettare gli standard previsti dall’Uefa e così è partita la corsa a farsi trovare pronti. Il 23 dicembre scorso il club ha presentato un Documento di fattibilità delle alternative progettuali e, dopo un’integrazione documentale, ha chiesto al sindaco di indire una conferenza di servizi preliminare che si è tenuta lo scorso 22 gennaio.

Obiettivo ristrutturazione
In realtà la necessità di ammodernare lo stadio ci sarebbe anche in caso di esclusione dagli Europei, tanto che l’intenzione è quella di realizzare i lavori a prescindere dalla competizione continentale. E’ ovvio però che la partecipazione al torneo farebbe da catalizzatore per gli investimenti e quindi porterebbe ad adottare soluzioni magari più costose ma maggiormente all’avanguardia.
La capienza potrebbe andare dai 30 ai 36 mila spettatori, consentendo di ospitare fino agli Ottavi di finale, ma non è escluso che si possa arrivare a 40 mila.
Quattro variabili
Come detto, le alternative progettuali sono quattro e differiscono per quantità degli interventi e ovviamente costi.
La prima è la più “indolore” e prevede di lasciare sostanzialmente il Barbera così com’è, limitandosi alla manutenzione, al rinforzo e al consolidamento: un’ipotesi che non piacerebbe nemmeno alla stessa società (che a quel punto non metterebbe neanche un soldo) ma che consentirebbe comunque di svolgere competizioni a livello nazionale.
La seconda alternativa è simile alla prima ma comprende anche la riqualificazione dell’area circostante e anche questa non sarebbe gradita al club.
Andiamo alla terza che coinvolge anche l’area su cui oggi sorge l’Ippodromo, ma che dovrebbe fare i conti con la concessione in essere e i cui tempi potrebbero non coincidere con quelli necessari alla candidatura agli Europei.
La quarta è quella che il club invece preferirebbe, dal momento che “presenta il miglior rapporto tra costi e beneȓci per la collettività e per l’ambiente”: prevede la riqualificazione di strutture e spazi, con un polo dedicato non solo allo sport ma anche alla cultura e all’aggregazione, di cui fruire tutto l’anno. E ancora fondi di energia rinnovabili, strategie passive per la “resilienza climatica”, il riuso delle acque.

Tempi e costi
Le tappe sono obbligate: i lavori dovrebbero termine entro giugno del 2031, anche se il cantiere non comprometterà la possibilità per il Palermo di giocare in casa, procedendo per stralci. I tecnici prevedono, burocrazia permettendo, di poter presentare la candidatura agli Europei per l’agosto di quest’anno.
Capitolo a parte meritano i costi che, secondo le prime stime, potrebbero andare dai 210 ai 350 milioni in base all’ipotesi scelta o alla possibilità, al momento solo ventilata, di prevedere anche una copertura dell’impianto. Un investimento significativo che presupporrebbe il rinnovo della concessione, stavolta con una durata pluridecennale.

Nelle intenzioni del club c’è quella di mantenere il museo e inserire store, ristoranti, negozi e uffici, puntando sull’accessibilità e l’inclusione sociale. Perfino le aree circostanti avrebbero nuova vita trasformandosi in un parco aperto per tornei sportivi, eventi gastronomici, mostre d’arte e iniziative culturali, oltre a una fan plaza.
Tra le ipotesi anche l’apertura verso il Parco Mazzarino e due piazze: una chiamata “Rosanero” all’angolo con piazzale La Loggia, dedicata ai tifosi, e una chiamata “Palermo” in asse con via Cassarà che rappresenterebbe la porta di accesso allo stadio.
Per quanto riguarda la mobilità, il progetto si intreccerebbe con quello del tram passando per l’ampliamento dei parcheggi a raso.

