Palermo, lupara bianca del '90: il limbo dei morti presunti

Palermo, lupara bianca del ’90: il limbo dei morti presunti

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    Per i mafiosi morti per lupara bianca nessun ricordo, faccie della stessa medaglia dei loro carnefici. Che finiscano nell oblio.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Fossi nei panni dei dirigenti del Pd siciliano opterei per una soluzione democristiana, cioè a una una sorta di direttorio, una cabina di regia, con tutte le componenti Dem, per guidare il partito fino alla disfatta alle elezioni regionali e alle amministrative di Palermo. In questo modo della disfatta non sarà responsabile nessuno personalmente. Lo so, tutto ciò è lontanissimo dalla cultura del Pd ma secondo me sarebbe una soluzione...

L'evasione fiscale è la radice di tanti problemi. Se la politica non sa coltivare e incentivare le migliori risorse perchè sistematicamente impegnata alla ricerca del potere è inevitabile che si creano effetti. Ridurre le risorse per il settore pubblico, maltrattare economicamente medici, insegnanti o chi esercita ruoli essenziali per il bene e lo sviluppo del paese determina fughe, rinunce, tentativi di recuperare altrove e in altro modo il leggittimo riconoscimento dopo anni e fatiche di studio. I medici superano selezioni non indifferenti, pagateli adeguatamente e aumentate le assunzioni.

La triste vicenda della piccola Denis è una macchia, è un'ombra terribile al pari dei delitti di mafia che grava pesantemente come simbolo di Omerta' sulle coscienze di ogni Cittadino siciliano. Un dolore immenso per i genitori. Un abbraccio fraterno alla madre per la incessante ricerca della verità.

La sanità che vorrei: ridurre l'overbooking, migliorare l'ascolto La testimonianza del paziente pubblicata da LiveSicilia racconta due facce della sanità: prima attesa, dolore e incertezza; poi competenza, umanità e fiducia ritrovata. Emergono due criticità strettamente collegate: l'overbooking dei pronto soccorso e la scarsa qualità della comunicazione. Come pretendere ascolto e gentilezza da operatori sovraccarichi, spesso esposti anche ad aggressioni? Ridurre gli accessi inappropriati potrebbe diminuire attese, tensioni e aggressività, restituendo tempo e serenità a chi cura. Perché non affiancare ambulatori di medicina generale ai pronto soccorso, collegandoli alle Case della Comunità, dove accompagnare i pazienti non urgenti dopo un'adeguata valutazione clinica? In Emilia-Romagna, Liguria e Valle d'Aosta esistono già esperienze di assistenza territoriale ad accesso diretto. Studiare e replicare i modelli virtuosi dovrebbe essere una regola della buona amministrazione. In Sicilia, invece, secondo i dati al 31 dicembre 2025, soltanto 2 delle 154 Case della Comunità previste erano pienamente operative: appena l'1,3%. Occorre inoltre rendere la buona comunicazione un compito istituzionale, misurarne la qualità, anche con sistemi automatizzati, e valorizzare chi sa ascoltare e informare. Una comunicazione efficace può prevenire incomprensioni, aggressività e contenziosi. La buona comunicazione non deve dipendere dalla sensibilità di pochi, ma diventare un dovere professionale e una garanzia per ogni paziente

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