PALERMO – Il sequestro è nullo. Lo scorso venerdì, ma Livesicilia lo ha appreso solo oggi, il Tribunale del Riesame ha restituito tre società considerate la cassaforte immobiliare di Franco Bonura, boss di Uditore.
Tre società dissequestrate
Non si conoscono le motivazioni con cui è stato accolto il ricorso degli avvocati Alessandro Reale e Teo Calderone. È certo, però, che sono stati tolti i sigilli alla Florens srl, alla Ad Astra srl e alla Vb Immobiliare srl.
I legali hanno contestato il provvedimento emesso a fine gennaio, contestualmente a 19 arresti, dal giudice per le indagini preliminari sia nel merito che da un punto di vista procedurale. Ritengono che non si tratti di imprese mafiose intestate a prestanome, ma che sia anche un difetto di motivazione nel sequestro preventivo. Solo le motivazioni chiariranno quale delle tesi sia stata accolta.
La Florens del “signor Franco”
Inizialmente esisteva solo la Florens Srl, in seguito ad una scissione furono costituite le altre due srl che gestiscono una settantina di appartamenti.
“Florens che sarebbe il signor Franco”, diceva un impiegato. Secondo la Procura di Palermo, il riferimento era a Bonura. Il vecchio boss, dopo che la titolarità era passata ai nipoti, spiegava: “… non c’è una cosa che se non ci fossi stati io non si sarebbe perfezionata“. Da qui l’accusa che le società fossero state avviate con soldi mafiosi.
Che ci fosse la regia di Bonura sarebbe emerso anche dal passaggio in cui il boss diceva: “Io i miei fratelli li ho tenuti sempre… più riservati… ma quello che ha dato la botta io sono stato… a mio nipote chi è che lo ha messo nel mezzo… secondo me gli sembra che sono ancora in galera… quando non ci sono più io…l’unica difesa che se ne va dai carabinieri… questo solo…”.
Per la Procura di Palermo tanto bastava per disporre il sequestro dei beni oltre all’arresto del vecchio boss tornato a gestire affari e potere dopo oltre vent’anni trascorsi in carcere.

