PALERMO – Avrebbero gestito le piazze di spaccio di droga a Porta Nuova con il benestare di Cosa Nostra che imponeva forniture e prezzi.
Molti imputati furono coinvolti nel maxi blitz dei 181 dello scorso ottobre. Ora le condanne decise dal giudice per l’udienza preliminare Ivana Vassallo. I reati contestati contestati a vario titolo andavano dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga all’estorsione, aggravati dall’avare favorito Cosa Nostra. Per alcuni imputati le aggravanti sono venite meno.
Il pentito e i pestaggi
Nell’ordinanza di custodia cautelare confluirono le dichiarazioni di Alessandro La Dolcetta: capì che rischiava grosso e chiese la protezione dello Stato.
Un ruolo chiave avrebbe avuto Francesco Zappulla che ah avuto la pena più alta. Chi non si adeguava alla direttive mafiose subiva la ritorsione, anche violenta. Agli atti del processo c’è anche la ricostruzione di alcuni pestaggi.
Gli affari della droga bloccati dai carabinieri sarebbero iniziati quando era ancora vivo Giuseppe Incontrera e libero Giuseppe Auteri, il primo assassinato nel 2023 e il secondo arrestato un anno dopo un periodo di latitanza.
La Dolcetta raccontò di essere stato convocato da un tale “Valentino”. Voleva sapere da chi comprasse la droga. Il nuovo pentito fece un nome nella convinzione di liberarsi dalla morsa. Era un bluff, ma commise un errore: indicò una persona detenuta. Allora Zappulla gli avrebbe imposto di risarcire gli uomini di Porta Nuova con duemila euro “per non essersi fatto vedere da nessuno” e per il futuro doveva rifornirsi di droga da loro.
Gli imputati e le pene
Questi gli imputati e le rispettive pene inflitte martedì 5 febbraio e già scontate di un terzo come prevede il rito abbreviato: Luigi Abbate 3, mese 1, giorni 10 reclusione; Gaspare Aruta 4 anni 6 sei mesi, Salvatore Bagnasco 10 anni e 4 mesi, Giuseppe Campisi 15 anni, Salvatore Carista 10 anni, un merse e 10 giorni, Andriy Carollo 10 anni e 2 mesi, Giovanni Chiarello 10 anni e 2 mesi, Giuseppe Cutino (7 anni, di cui 4 mesi in questo processo, in continuazione con una precedente condanna), Salvatore D’Amico 10 anni e 2 mesi, Luca Giardina 4 anni, 11 mesi e 7 giorni (in continuazione con una precedente condanna), Fabio Diego La Dolcetta 5 anni, Filippo Maniscalco 19 anni e 4 mesi (in continuazione con una precedente condanna), Gaspare Rizzuto 13 anni e 4 mesi, Nunzio Selvaggio 10 anni e 4 mesi (la Procura aveva chiesto 16 anni), Vincenzo Selvaggio 19 anni, 10 mesi e 20 giorni), Antonio Sorrentino 9 anni e 4 mesi, Giuseppe Sparacio 1 anno e 4 mesi, Luigi Verdone 10 anni e 2 mesi, Francesco Zappulla 20 anni.
Assolti Kevin Chiarello (difeso dall’avvocato Antonio Turrisi) e Concetta Selvaggio.
Le parti civili
Riconosciuto un risarcimento danni nei confronti delle parti civili: Sportello di solidarietà, Federazione antiracket, Centro Pio La Torre, Solidaria, Sos Impresa, Associazione Quarto Savona 15.

