Mirri: "Vogliamo un Palermo costruito per vincere"

Mirri: “Vogliamo un Palermo costruito per vincere”

Mirri
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Commenti

    Siamo alle solite. Sareste la prima societa’ della Sicilia? ma non siete arrivati settimi? E il centro sportivo?

    Ringrazia il sindaco di Palermo…

    D’accordissimo in tutto con il presidente Mirri……………..ma cu quali picciuli?

    Mirri sembra una persona sincera e perbene. Ha ragione quando dice che dobbiamo scordarci di essere la quinta città di Italia e di fare paragoni con Zamparini, se no anche a Partinico e Bagheria che hanno tanti abitanti quanto Villarreal dovrebbero dolersi di non essere in Europa league. Nel calcio ci vogliono risorse, serietà e programmazione. Vedi Atalanta ed altre realtà simili e anche soldi a valanga, vedi le top 10 europee. Purtroppo Zamparini ci ha regalato sogni e poi ce li ha tolti, distruggendo tutto e impedendoci anche di pensare che si potesse ricominciare a sognare. Oggi c’è Mirri e nessun altro, altro che quinta città in Italia!!!! e fino ad oggi il Palermo che già sembra interessare a pochi, poi non lo compra nessuno per davvero. Torniamo allo stadio e sosteniamo il Palermo anche riempiendo lo stadio, poi si vedrà.

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Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.

E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).

L'Etna fa venire a galla tutte le fragilità della Sicilia dovute all'indolenza, all'incompetenza della politica cosi attenta al proprio potere mentre l'ammalato Sicilia muore. Non è solo l'aeroporto ma tutti collegamenti che non funzionano. Le autostrade, le ferrovie sono da terzo mondo. Lombardo Crocetta, Mussomeci e Schifani si sono rivelati incapaci. Il caldo, la siciità e gli eventi naturali evidenziano i disagi dei siciliani e di conseguenza ci fanno giudicare dal mondo intero. In questo contesto si parla di Ponte sullo stretto.

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