PALERMO – L’unione fa la forza anche tra i Comuni. Tanto più se si vuole partecipare a bandi dell’Unione europea di una certa rilevanza che necessitano anche di strutture amministrative con ampie competenze. È per queste ragioni che il Consiglio Comunale di Palazzo delle Aquile ha dato il via libera al sindaco Roberto Lagalla perché Palermo insieme ad altri 30 Comuni della Città metropolitana si aggreghi in una “Area urbana funzionale”.
L’acronimo Fua presto entrerà nelle cronache siciliane anche perché nell’Isola, come ha stabilito la Regione, ne saranno attive nove. A quella che vede Palermo capofila partecipano i Comuni di Altofonte, Villabate, Monreale, Ficarazzi, Capaci, Isola delle Femmine, Misilmeri, Carini, Torretta, Altavilla Milicia, Belmonte Mezzagno, Bolognetta, Piana degli Albanesi, Montelepre, Casteldaccia, Bagheria, Santa Cristina Gela, Cefalà Diana, Giardinello, Santa Flavia, Trabia, Cinisi, Villafrati, Marineo, Terrasini, Mezzojuso, Baucina, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Ventimiglia di Sicilia.
Per l’assessore all’Urbanistica, Maurizio Carta “è uno strumento di programmazione che permette di evitare la parcellizzazione di interventi soprattutto su grandi servizi e mobilità. Si realizza una regolare allocazione programmatica di risorse. Le aree urbane funzionali mettono insieme i Comuni che hanno un rapporto di gravitazione con il capoluogo, per esempio, per il pendolarismo o per strutture portuali”.
Ad approvare la convenzione oggi è stata un’ampia maggioranza trasversale di Sala delle Lapidi. Con una sola aggiunta rispetto al testo inviato dal sindaco Lagalla. È stato approvato un ordine del giorno, presentato dalla Commissione lavori pubblici, presieduta da Antonio Rini di Fratelli d’Italia, che impegna la giunta comunale “sia nella fase di programmazione delle strategie territoriali che in quella delle decisioni a relazionare al Consiglio comunale”.
I Comuni si aggregano per coordinare, in primo luogo, le attività all’interno del ciclo di programmazione Fesr 2021-2027. Si eviteranno le duplicazioni e la dispersione di forze. Verrà razionalizzata l’attività delle amministrazioni “mediante la costituzione dell’Ufficio Comune che assolve anche alla funzione di selezione degli interventi”. La nuova struttura aggregativa non rappresenterà però nessun nuovo bacino di assunzioni. Le Amministrazioni collaboreranno insieme mettendo in rete le professionalità già esistenti in organico.

