PALERMO – L’eco del corteo di solidarietà di Palermo al popolo palestinese arriva anche in consiglio comunale a Palermo.
A Sala Martorana le opposizioni hanno infatti chiesto di discutere un ordine del giorno per manifestare solidarietà alla popolazione di Gaza, esponendo alcune bandiere palestinesi. La seduta doveva discutere di debiti fuori bilancio e, dopo aver chiamato i capigruppo, il presidente di Sala Martorana, Giulio Tantillo, ha chiuso i lavori.
L’iniziativa, prima firmataria Mariangela Di Gangi, è stata sottoscritta dal Partito Democratico, dal Movimento cinque stelle, da Avs, Oso e da parte del gruppo misto.
Milazzo (FdI): “Sensibili al tema”
“Fratelli d’Italia è sensibile al tema – dice il capogruppo Giuseppe Milazzo – . Il Governo Meloni sta seguendo quel che accade a Gaza con grande attenzione, ma non si può ridurre una discussione così importante a un ordine del giorno in una seduta che tratta debiti fuori bilancio”.
Chinnici (Lavoriamo per Palermo): “Tema da affrontare con serietà”
“Il nostro gruppo consiliare esprime profonda preoccupazione per la drammatica situazione che da mesi si consuma a Gaza, con un bilancio umano insopportabile che continua a colpire civili innocenti, bambini, donne e uomini privati di ogni tutela e speranza”, dice Dario Chinnici di Lavoriamo per Palermo.
“Siamo consapevoli che la guerra non può essere ignorata – aggiunge Chinnici -, anche a migliaia di chilometri di distanza. Palermo è una città che storicamente ha fatto della cultura del dialogo, della pace e della solidarietà i suoi tratti distintivi. Per questo motivo, il tema va affrontato con serietà, senza strumentalizzazioni e nel pieno rispetto della complessità della questione. Non intendiamo girarci dall’altra parte. Dobbiamo continuare a far sentire, come istituzioni locali, la voce di una comunità che crede nei diritti umani e nella giustizia internazionale”.
Miceli: “Parole ridicole”
“Le parole di Milazzo e Chinnici sono ridicole – dice Carmelo Miceli del Misto -. Sono mesi che la maggioranza di Lagalla impedisce di dare spazio in Aula ad una seduta su quanto sta accadendo a Gaza, e dire che un ordine del giorno presentato nella giornata di mobilitazione nazionale per la Palestina sia fuori luogo perché “non attinente” ai lavori d’aula è una buffonata. Le cose vanno chiamate con il loro nome: a Gaza è in atto un genocidio, e chi impedisce di parlarne, in qualunque sede, ne è complice”.

