PALERMO – Un’enorme quantità di oro, rubata in Italia e all’estero, e ripulita a Palermo. La Procura della Repubblica è certa della sua ricostruzione e ha chiesto pene pesantissime. Il processo ruota intorno alla famiglia Luca che gestiva in Corso Pisani la “Luca trading”.
I pubblici ministeri Gaspare Spedale e Giulia Beux hanno chiesto pene comprese tra i 6 e i 25 anni di carcere per 37 imputati.
Mafia e oro: regole da rispettare
Il collaboratore di giustizia Alessio Puccio raccontò che vigevano le regola imposte dai boss di Porta Nuova: gli autori di furti e rapine dovevano essere autorizzati dalla famiglia mafiosa, una parte del bottino andava versata nelle casse del mandamento, la refurtiva riciclata nei “compro oro” autorizzati e così la mafia ci guadagnava due volte. L’oro rubato veniva fuso e trasformato in lingotti.
Il ruolo dei fratelli Luca
Per i fratelli Vincenzo, Francesco e Rosario Luca sono stati chiesti rispettivamente 25 anni, 20 anni e 15 anni e sei mesi di carcere. Anche per Ilaria Catalano, moglie di Vincenzo Luca, la richiesta è 15 anni e mezzo. La scalata dei Luca sarebbe partita grazie ai 100 mila euro che Luigi Abbate, detto ‘Gino u mitra’, boss della Kalsa aveva investito nella srl. Era il bottino di un colpo messo a segno nel 2011. “… e noi li abbiamo tutti investiti…”, dicevano i Luca intercettati nel 2014.
Tra il 2016 e il 2018, sulla base delle indagini dei finnzieri, avrebbero lavorato oltre 2,19 tonnellate di oro, con un valore stimato superiore ai 75 milioni di euro. GUARDA LE FOTO DEI PEDINAMENTI
Le altre richieste di condanna
Queste le altre richieste di condanna: Sergio Rubino 10 anni, Raffaele Tammaro 7 anni, Salvatore Sciacca 8 anni e 2 mesi, Innocenzo Puccio 9 anni, Giacinto Di Marco, Massimiliano Falanga, Katarzjna Polanska, Stefania Benfante, Rosario Aversa e Claudio Siddiolo 8 anni e sei mesi ciascuno, Giovanni Falanga 9 anni e mezzo, Adriana Xhilone 8 anni, Vincenzo Cinà 11 anni.
Ed ancora: Patrizia Romano 8 anni e due mesi, Antonino Ballarò, Antonietta Rando e Monica Li Calsi 8 anni e 4 mesi ciascuno, Maria Viola e Salvatore Lupo 9 anni; Antonio Agugliaro 9 anni e sei mesi, Salvatore Di Simone 8 anni, 6 anni ciascuno per Carmensita Lucchese, Domenico Di Simone, Carolina, Salvatore e Domenica Romagnolo, Paolo Francesco Del Vecchio, Teresa Sciarratta, Giuseppina e Giuseppe Perna, Maria Giovanna Cataldo, Giuseppe Ventimiglia e Giuseppe Monti. Molti sono titolari di compro oro.
La parola passa alle difese, dopo le arringhe la sentenza del Tribunale presieduto da salvatore Flaccovio.

