PALERMO – C’è pure la storia dei soldi da usare per le spese della casa al mare di Sabrina De Capitani tra le cosiddette “utilità” contestate dalla Procura di Palermo nell’inchiesta che vede indagati, tra gli altri, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, la sua ex portavoce De Capitani e l’imprenditrice Marcella Cannariato.
Nell’avviso di conclusione delle indagini De Capitani viene indicata come “intermediaria e facilitatrice degli accordi illeciti”. Lei e Galvagno si sarebbero fatti “promettere o dare utilità” da Cannariato. In cambio del prezzo della corruzione, il politico e la portavoce avrebbero “sviato e sottomesso” le loro funzioni pubblicistiche agli “interessi privatistici” dell’imprenditrice.
Il presidente dell’Ars si sarebbe attivato per l’erogazione di contributi in favore della Fondazione Marisa Bellisario e della Fondazione Tommaso Dragotto di cui Cannariato era rispettivamente rappresentante della Sicilia e vice presidente.
Apericena, convegni e consulenze
In particolare, vengono contestati: il pagamento di un “apericena” dalla presidenza dell’Ars del costo 11.000 euro in occasione dell’evento “Donna, Economia e Potere” (Marisa Bellisario), svoltosi a Palermo nell’ottobre 2023: 15 mila e 12.200 euro per l’evento della Fondazione Dragotto “La Sicilia per le donne”, svoltosi a Palermo e Catania il 25 novembre 2023 (una consulenza fu assegnata a Marianna Amato ndr); due contributi di 100 mila euro inseriti nelle variazioni di bilancio del 2023 e 2024 e destinati all’evento “Un Magico Natale” organizzato per due anni a Palermo e Catania.
Ed ancora, Galvagno e De Capitani avrebbero ricevuto la promessa di una consulenza legale da parte della A&C Broker srl (società legalmente rappresentata da Cannariato) a Martina Galvagno, cugina del presidente (non è indagata).
Il capodanno a Catania
Il presidente dell’Ars avrebbe fatto inserire nelle variazioni di bilancio un finanziamento di 240mila euro in favore del Comune di Catania, destinato allo svolgimento dell’evento “Capodanno di Catania” edizione 2023, poi aggiudicato dalla Puntoeocapo srl del manager Nuccio La Ferlita. In cambio, l’imprenditore avrebbe dato una consulenza di 20mila euro alla De Capitani e fatto un bonifico di 8mila euro al giornalista Salvatore Pintaudi (a cui però non è stato notificato l’avviso di conclusione indagini).
La nomina nel Cda
Tra le utilità contestate c’è pure la nomina di Franco Ricci, compagno di Sabrina De Capitani, nel Consiglio di amministrazione della Sicily by Car (il patron è Tommaso Dragotto, marito di Cannariato). Su questa vicenda ci sono delle intercettazioni. “Amore sono felicissima, ma quanto di daranno?”, chiedeva De Capitani. Risposta di Ricci: “Un cazzo… di solito questi incarichi sono 20, 30 mila euro l’anno”.
“Sono i soldi della mia casa al mare”, ribatteva la donna. “No la tua casa al mare la molliamo, non ne posso più di pagare una cosa senza usarla”, ribatte l’uomo. “Ma io stavo facendo di tutto per prenderti il lavoro per non toglierla”, concludeva De Capitani.

