CATANIA – È italiano il miglior studio scientifico del 2023 sulla Malattia di Parkinson e si deve a una equipe di medici e ricercatori dell’università di Catania. L’articolo, dal titolo “Long-duration Response to levodopa, motor learning, and neuroplasticity in early Parkinson’s Disease”, pubblicato sulla rivista della Società “Movement Disorders”, apre infatti nuovi scenari sulla modalità di cura farmacologica e sulla riabilitazione motoria e per questa ragione ha ricevuto nei giorni scorsi a Copenaghen il premio “Miglior articolo di ricerca dell’anno”.
Lo studio è stato coordinato da Mario Zappia, ordinario di Neurologia e direttore Uoc della clinica Neurologica del Policlinico universitario, alla guida di un team composto da Giorgia Sciacca, Giovanni Mostile, Ivano Disilvestro, Giulia Donzuso, Alessandra Nicoletti. L’articolo riguarda una particolare risposta farmacologica alla Levodopa, il farmaco che viene somministrato per essere trasformato in dopamina, sostanza questa mancante nei parkinsoniani.
Lo studio ha portato a ipotizzare che la Levodopa non avesse un’azione univoca: non basta, infatti, assumere il farmaco per modificare la neuroplasticità cerebrale, poiché va incontro a cambiamenti solo in quei pazienti che sviluppano la risposta di lunga durata e ancora di più in quelli che contemporaneamente effettuano un esercizio motorio. È stato quindi dimostrato che la risposta di lunga durata alla Levodopa è in grado di modificare la neuroplasticità cerebrale, compromessa nei soggetti affetti da Parkinson, ed è in grado di migliorare gli effetti dell’apprendimento motorio che è sempre stato l’obiettivo principale della riabilitazione in questo campo.

