Parla la donna indagata: | "Una vergogna, non sanno perdere"

Parla la donna indagata: | “Una vergogna, non sanno perdere”

Palermo 2012. L'inchiesta
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Quando risponde al telefono, Francesca Trapani è agitata. “Voglio essere lasciata in pace”, dice. La voce è provata: fino a qualche giorno fa era semplicemente un’esponente del mondo delle associazioni allo Zen, in virtù della presidenza di un’organizzazione che si occupa di banco alimentare, e poi, nel giro di qualche giorno, è diventata responsabile per il suo quartiere della campagna di Fabrizio Ferrandelli e oggi il suo nome è finito nel tritacarne mediatico.

Francesca Trapani, da stamattina, è iscritta nel registro degli indagati con il compagno Maurizio Sulli con l’accusa di avere alterato l’esito delle primarie.  Secondo alcune testimonianze la donna, 50 anni e 4 figli, avrebbe avuto decine di certificati elettorali nella propria auto e al seggio li avrebbe consegnati, accompagnati da un euro, agli elettori delle primarie. Al telefono, però, preferisce essere stringata: “Scriva che è una vergogna. E stop”.

Cos’è una vergogna?
“Ho ricevuto sessantamila telefonate”.

Sì, ma il suo nome è nell’inchiesta. Oggi ne parlano tutti.
“Non compro i giornali e non ascolto i telegiornali. Non so nulla”.

Ma come? L’hanno chiamata sessantamila persone.
“Ho dato risposte ai carabinieri, quando mi chiamerà la procura risponderò anche a loro. Stop”.

Secondo alcune testimonianze avrebbe consegnato euro e certificati elettorali agli elettori.
“Ho fatto tutto alla luce del sole. I politici non sanno perdere. Ma di queste cose posso parlare solo con la procura”.

Lei lavora in un’associazione allo Zen?
“Sono la presidente dell’associazione”.

Come si chiama?
“Non glielo posso dire  (l’associazione si chiama ‘Donne insieme associate’, ndr)”.

Fra gli indagati c’è anche suo marito.
“Io non ho un marito, ho un compagno”.

Secondo le agenzie farebbe il posteggiatore abusivo. Ha ricevuto promesse di lavoro?
“Non ha ricevuto promesse da Ferrandelli né da altri. Anzi, guardi: non ce l’ho un compagno, sono una donna sola”.

A quel che si apprende…
“No, guardi, basta. Parli con il mio avvocato”.


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